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Debito fuori bilancio, il sindaco spiega rischi e motivi

Il sindaco di Bevagna Analita Polticchia

Roberto Minelli
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E' stata una scelta complessa e difficile quella della giunta comunale di Bevagna in merito alla non iscrizione di un debito nel bilancio 2015. Il sindaco Analita Polticchia, rispetto alla questione, specifica che “con la deliberazione del 17 agosto, la giunta comunale ha dovuto scegliere tra il non chiudere il bilancio in pareggio, con tutte le conseguenze immaginabili, e l'approvazione di uno schema di bilancio con parere negativo del tecnico responsabile. Dopo attente valutazioni tecniche e politiche, si è scelta la seconda opzione (supportata da un parere tecnico legale), che vede confermata l'istituzione di un fondo di garanzia triennale e che presenta la criticità del parere negativo del responsabile dell'area economico-finanziaria del Comune. Ad oggi, possiamo dire che gli amministratori rischiano di dover essere chiamati a pagare personalmente gli interessi di mora derivanti dalla non iscrizione del debito nel 2015 (e non l'intero ammontare di circa 200.000 euro) nel caso in cui il Comune dovesse essere condannato dalla Cassazione”. Il problema nasce da un debito fuori bilancio legato a un contenzioso con un privato iniziato nel 1999 e che ha visto l'ente condannato in secondo grado nel 2011. Ad oggi il giudizio è pendente in Cassazione (presumibilmente la sentenza si avrà non prima del 2016) e il debito attualmente ammonta a circa 200.000 euro. “Il nostro bilancio, già fortemente gravato dagli ingenti tagli dei trasferimenti governativi e dal peso del piano di rientro, non riesce a dare copertura a questo importo - aggiunge il sindaco - neppure con le soluzioni proposte che prevedono, tra le altre cose, l'eliminazione di tutti i servizi ai cittadini oltre che l'aumento di tutte le tasse. La tutela del pubblico interesse e dell'erario comunale sono elementi cardinali e prioritari che ci hanno fatto optare per questa scelta. Inoltre ci sembra ingiusto chiedere ai cittadini, in un solo anno, soldi per coprire un debito tecnicamente esistente, ma comunque in attesa di una sentenza definitiva. Motivazioni plausibili dal punto di vista di chi amministra una città fatta di persone, ma tecnicamente e legittimamente contestabili da parte dei tecnici”.