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Province senza più soldi: "A rischio anche l'inizio dell'anno scolastico"

Roberto Minelli
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I presidenti delle Provincia di Perugia e Terni, Nando Mismetti e Leopoldo Di Girolamo, coinvolgendo i presidenti delle Province di Siena, Arezzo, Pesaro e Urbino, Ancona, Macerata, Ascoli Piceno, Rieti e Viterbo, denunciano la gravissima situazione finanziaria in cui versano gli enti di Area Vasta. VOTA IL SONDAGGIO “Una situazione – scrivono - causata da una pesante e continua riduzione delle risorse a disposizione dei servizi provinciali disposta dalla legge di stabilità 2015, aggravata dalla mancata attuazione della riforma Delrio ed accompagnata dalla definizione irrazionale degli obiettivi del patto di stabilità interno, costruiti su basi di calcolo assurde e incongruenti con la realtà. Con la legge di stabilità, infatti, lo Stato ha deciso un taglio delle risorse provinciali di 1 miliardo di euro per il 2015, 2 miliardi per il 2016 e addirittura 3 miliardi per il 2017, sul falso presupposto che buona parte delle funzioni finora svolte dalle Province sarebbero dovute passare a Regioni, Comuni e allo stesso Stato, già a partire dal 1 gennaio 2015". Le Province sono costrette ora a gestire tutte le materie ormai di competenza degli altri Enti, facendosi carico di tutte le spese afferenti ai relativi servizi con il proprio bilancio ormai dimezzato. "Una situazione assurda e insostenibile - si legge in una nota - che mette gli Enti di Area Vasta nell'impossibilità di approvare il bilancio di previsione 2015 e di garantire i servizi ai cittadini. Sono, infatti, a rischio servizi fondamentali quali viabilità, edilizia scolastica, centri per l'impiego, per i quali le Province stanno esaurendo le proprie risorse. Per questi motivi, nei prossimi giorni, coinvolgendo i sindaci dei Comuni dei nostri territori, comunicheremo formalmente ai Prefetti eventuali provvedimenti in relazione alle strade provinciali e regionali, per le quali non siamo più in grado di garantire la manutenzione ordinaria e straordinaria. Allo stesso tempo, comunicheremo tanto al Prefetto quanto agli istituti scolastici come l'inizio del prossimo anno scolastico sia seriamente a rischio, visto il taglio alle risorse per la manutenzione nell'edilizia scolastica, per la stipula della convenzione calore (riscaldamento) e per le spese per le utenze (tra cui le spese telefoniche)". Stesso discorso per i centri per l'impiego. "A fronte di questa gravissima situazione, rinnoviamo il nostro appello al Parlamento, affinché i nostri deputati e i nostri senatori si facciano carico delle problematiche denunciate".