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Leonelli sfida tutti: "Subito riforme e rivoluzione rosa"

Giacomo Leonelli

Alessandro Antonini
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"Sono cosciente che siamo una generazione su un crinale. Abbiamo un lucchetto in mano: possiamo conservarlo così, chiuso, oppure lo possiamo aprire". Che vuol dire trovare la chiave per cambiare faccia all'Umbria. Giacomo Leonelli prova a lanciare un cambio di passo, ha presentato il progetto Leopolda, adesso lancia la sfida delle riforme. VOTA il sondaggio La sconfitta di Perugia "è stata come il Vajont: si sentivano scricchiolii, ma nessuno temeva quello che poi è successo: è venuto giù tutto, travolgendo ogni cosa". E pensare che "ci sono 27 circoli, c'erano sedici consiglieri, nessuno si è accorto di ciò che realmente stava accadendo". Qualcosa è cambiato, "sono entrati nel fortino", il voto ideologico non esiste più. L'apparato forse ancora non l'ha capito: non a caso tra gli iscritti Renzi vince su Cuperlo di soli 9 voti e tra gli elettori fa 70 a 12. Lo slogan è più renziano che mai: "cinque riforme in cinque mesi". Entro ottobre vanno approvate, una sfida al consiglio regionale e alla giunta. Poi la partita della candidatura per le regionali e la definizione delle alleanze. Nessun #marinistaiserena, giura, non vuole prendere il posto di nessuno. E le due partite non sono collegate. Del resto sulla scelta della candidatura ci vorrà mettere mano il nazionale. Segretario, sul piatto adesso c'è la legge elettorale, che ne pensa? "Innanzi tutto penso sia arrivato il momento di sperimentare, in Umbria, la preferenza di genere. Per il resto ci sono due istanze egualmente meritevoli e allo stesso tempo passibili di critiche speculari. Quella di un regionalismo unitario, per eleggere consiglieri che rappresentino tutta l'Umbria e per evitare i campanilismi esasperati. Legittima anche la posizione della giusta rappresentanza ai territori, il rischio è qui di creare dei ras locali barricati a difesa del proprio campanile". Come uscirne? "Premesso che tra regionalismo e campanilismo io scelgo il primo, per esempio si potrebbe sperimentare un sistema misto. Una terza via potrebbe essere eleggere dieci consiglieri con il vecchio Mattarellum e metà con il sistema del collegio unico e il proporzionale. Ma per fare questo serve un approccio politico, non quello di alcuni consiglieri che ragionano sulla legge solo per trovare il modo di farsi rieleggere. Poi c'è il superamento del listino". Poi c'è il job act in salsa umbra: avete promesso di votare quella e le altre riforme in assemblea... "E lo faremo. Sul lavoro presenteremo una riforma organica, che comprende i centri per l'impiego. Sarà la festa di Spello (1-10 agosto) il teatro per presentarla e dibatterne. Poi ci sono le altre riforme: da quelle istituzionali a quelle che chiamiamo strutturali. Le voteremo e le faremo approvare in Regione". Dalla sanità alle partecipate passando al pubblico impiego: sono temi spinosi per il centrosinistra, ci vuole coraggio. Poi ci sono i sindacati. Non è che rimarrete impantanati? "Ci sono aspettative troppo grandi su di noi per non avere il coraggio di cambiare. O lo facciamo adesso o mai più. Sulle partecipate serve una svolta vera: per troppe volte si è privatizzato ma senza abbassare le tariffe, senza intervenire cioè sulla concorrenza. Se si cedono le quote questo va fatto secondo i criteri del mercato, non favorendo privati mascherati che operano in regime di monopolio. Sul pubblico impiego è assurdo vedere dirigenti e apicali premiati tutti con 100% di giudizio sul rendimento. Chi lavora nel privato si mette a ridere. E si indigna. Semmai vanno introdotti meccanismi di valutazione da parte di enti terzi per assegnare i premi produzione, ad esempio". Se le immagina le rsu? Le barricate? "Qui lancio una sfida al sindacato: nel pubblico c'è una protezione maggiore rispetto al privato. Sfida anche alle categorie, che devono intercettare la sfida del rinnovamento, anche generazionale: i giovani imprenditori si facciano avanti. Altre partite sono quelle della sanità, dove si sta facendo molto ma vanno portati a compimento gli obiettivi prefissati, la riforma del gestore unico dell'acqua e dei rifiuti, la semplificazione". Farete le primarie per la candidatura alla presidenza della Regione? Saranno di coalizione? "Il discorso è ancora prematuro. Le primarie possono essere positive, se attuate come ad Orvieto. Ma anche inutili o dannose per come sono state condotte ad esempio a Perugia oppure Paciano o Giano. Non credo ci saranno problemi a discuterne. Catiuscia Marini ha fatto già dichiarazioni in merito e ha dimostrato di avere un approccio molto laico. Comunque se primarie saranno, spetta a noi per primi fare una proposta: siamo al 35% e abbiamo dieci volte i voti degli altri partiti. Di alleanze parleremo dopo". Claudio Ricci si è già candidato e non disdegna il dialogo: che ne pensa? "Che mi sembra una posizione condivisibile: anche noi siamo aperti al dialogo. Lui non proviene dalla storia del Pd e del centrosinistra. Va capito innanzitutto se possono esserci convergenze programmatiche. Valuteremo nelle prossime settimane ".