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Centrodestra, siamo alla guerra dei sondaggi

Ne spunta uno ma Forza Italia smentisce di essere il committente

Alessandro Antonini
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All'ombra della tribolata candidatura di Andrea Romizi, proprio durante l'assemblea dei centristi di Otello Numerini (per niente scontata l'adesione, stando ai primi commenti), nel centrodestra perugino scoppia la guerra dei sondaggi. La corsa alle amministrative si scalda fino a scottare. Ne spunta uno online di rilevamento, abbastanza dettagliato (viene anche citata la data delle interviste, il 18 marzo), che dà il centrodestra del capoluogo sotto rispetto al Movimento cinque stelle. Il committente? Viene indicatata Forza Italia. Ma la responsabile regionale degli enti locali Fiammetta Modena non conferma. Anzi, spiega a chiare lettere che “non è il nostro sondaggio”. Di contro, quelli commissionati dai vertici azzurri – che ci sono – vedrebbero i grillini sotto di poco rispetto al centrodestra unito. Stessa versione da parte del coordinatore comunale Massimo Perari. Rinnegata anche da quest'ultimo la paternità dei dati, idem sulla congruità rispetto alle previsioni commissionate da Arcore a scedere giù, fino a Perugia. Basta poco però per acuire una volta di più le fibrillazioni che già regnavano sovrane nei partiti di opposizione. Nell'ipotesi prospettata sul web, infatti, i posti in consiglio che spetterebbero all'opposizione, nel caso di vittoria del centrosinistra, non sarebbero equamente divisi. Il Movimento cinque stelle avrebbe scranni in più rispetto al blocco FI, FdI e Ncd. Se Forza Italia andasse da sola, di contro, avrebbe a quel punto più consiglieri eletti. Più di uno. Anche questa possibilità sarebbe parte del sondaggio. Senonché la suddetta ipotesi appare superata dai fatti: dall'accordo suggellato per iscritto mercoledì pomeriggio.  Ma sui ripensamenti, anche quelli in zona Cesarini, non è mai detta l'ultima parola. Zaganelli insegna.