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Prc: "L'ultimatum del Pdsulle primarie è inaccettabile"

"Le primarie devono essere di coalizione ed è la coalizione stessa a doverne decidere le modalità"

Claudio Bianconi
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Si è tenuta stamattina una conferenza stampa di Rifondazione di Perugia per illustrare le proposte programmatiche in vista delle elezioni amministrative del comune capoluogo di Regione. Il Segretario provinciale Flamini ha dichiarato "I contenuti che offriamo per la ricostruzione della coalizione sono elementi di svolta per affrontare la crisi e le politiche di austerità, Sono particolarmente soddisfatto delle mobilitazioni che hanno caratterizzato il nostro partito nell'ultima settimana con volantinaggi che ci hanno permesso di discutere con i cittadini di Perugia, da quello a difesa del nostro servizio sanitario pubblico, a quello per il rilancio dell'Università, fino a quello di fronte alla Perugina per sostenere le ragioni dei lavoratori". Sul punto politico il segretario ha proseguito sostenendo che "l'ultimatum del Pd sulle primarie è inaccettabile. Del resto tempi e modi si sono prolungati per le loro beghe interne, altro che tatticismi degli alleati. Le primarie devono essere di coalizione ed è la coalizione stessa a doverne decidere le modalità. Detto questo, sia sugli elementi programmatici che su quelli politici crediamo sia possibile e non rinviabile un percorso comune delle forze politiche e sociali della sinistra perugina. Lavoriamo per verificare patti d'azione politica su programmi e coalizione e per individuare insieme un candidato unico della sinistra alle primarie. In questo senso le primarie sono uno strumento per sancire un cambio di passo. Diversamente sarebbero solo una farsa". Il Capogruppo Emiliano Pampanelli ha illustrato alcuni punti fondamentali delle proposte del Prc perugino: "Proponiamo la definizione di piani sociali e del lavoro che permettano alla comunità di uscire dalle proprie insicurezze, determinate dalla crisi, dalla difficoltà nella ricerca del lavoro, di arrivare a fine mese, attraverso un'azione capace di ridisegnare nuovi progetti e processi per l'amministrazione contro il Patto di Stabilità e di favorire modelli di sviluppo fondati sull'economia sociale di territorio. Proponiamo un'idea di socialità, di stato sociale e di cultura che parta dalla riappropriazione  e riuso dei luoghi collettivi e dai beni comuni, che parta dalla valorizzazione e dal rilancio del sistema d'istruzione pubblica a partire dall'Università, che parta dalla difesa della sanità pubblica con al centro la prevenzione. Proponiamo di aderire a “rifiuti zero”, di abbandonare la politica delle grandi opere; proponiamo di riqualificare gli spazi pubblici attraverso l'autorganizzazione popolare; proponiamo l'utilizzo dei beni demaniali ad uso produttivo, reddituale e sociale convinti che sia necessario abbandonare pratiche di ulteriore consumo del territorio come nel caso dei centri commerciali, così come è urgente ridefinire una più equa e giusta tassazione locale; riteniamo importante creare istituti di democrazia partecipativa a partire dal bilancio".