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Catiuscia Marini: i sindaci al primo mandato siano candidati senza fare primarie

La presidente della giunta regionale a tutto campo su amministrative, rinnovamento del Pd, alleanze

Andrea Niccolini
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Wladimiro Boccali? Bene, bravo bis. Le primarie? Strumento importante ma i sindaci al primo mandato non hanno bisogno di questo strumento. Matteo Renzi? Si è mosso bene. Il governo del premier Enrico Letta? Così, così. Al presidente della giunta regionale Catiuscia Marini piace parlare di politica. E in tempi come questi, con il Partito democratico umbro alle prese con le prossime amministrative e con l'elezione del segretario regionale, sapere cosa ne pensa l'importante inquilino di palazzo Donini non può che destare grande interesse. Parla di “riformismo coraggioso” e di “rinnovamento” per spiegare l'azione intrapresa da lei stessa alla guida della Regione ma anche da chi in questi anni difficili ha condotto le amministrazioni comunali. “E' sotto gli occhi di tutti - spiega - la nostra azione di governo. Dobbiamo continuare nelle città dell'Umbria e nella Regione nella politica di rinnovamento che abbiamo iniziato. Guardo con grande attenzione anche alla nuova fase dell'Università degli Studi di Perugia, alla governance che può dare un contributo allo sviluppo dell'Umbria senza dimenticare le associazioni d'impresa, in primis Confindustria. Chi oggi siede nelle istituzioni dell'Umbria vuole essere una certezza per cambiare la nostra regione”.  Lo slogan potrebbe essere: “Avanti tutta con il rinnovamento”.  “Nessuno slogan. Penso però a una forte azione riformista nel governo e nello sviluppo della regione. Le riforme non le abbiamo evocate, le abbiamo concretamente praticate anche con difficoltà nel costruire il consenso. Istituzioni più efficienti aiutano lo sviluppo, lo accompagnano a differenza di una burocrazia più pesante che lo rallenta”. Presidente, presto si voterà per rinnovare i consigli comunali: gli occhi soo puntati soprattutto su Perugia. Il sindaco Boccali è pronto a scendere in campo, lei è d'accordo per un nuovo mandato? “Ovviamente non spetta a me dare il via libera alle candidature. Ma è giusto che il Pd e tutta l'alleanza di centrosinistra esprimano su Perugia come hanno fatto a Terni per Leopoldo Di Girolamo una valutazione del sindaco e sulla sua eventuale ricandidatura. Sono convinta che bisogna dare continuità al percorso di rinnovamento che si è avviato. E' tempo di aprire una stagione con protagonisti di nuovo i sindaci ora in carica”. Presidente, cosa risponde a chi invoca le primarie? “Mi sembra francamente strano che questa richiesta arrivi da qualcuno che è stato nelle istituzioni grazie alle liste bloccate e senza essere passato per il consenso diretto dei cittadini”. In questi giorni sta girando un impietoso sondaggio nei confronti del Partito democratico. “Guardi, il dato che va analizzato sono le intenzioni di voto. Ebbene su quest'aspetto vedo un Pd ben solido a Perugia come in Umbria e vedo anche un'alleanza che ha tutte le carte in regola per presentarsi al confronto elettorale. A Perugia poi il centrodestra deve ancora scegliere il candidato e il Movimento 5 Stelle non ha pubblicamente presentato un suo esponente. Insomma il centrosinistra, rinnovato, ampliato con una nuova formula programmatica e di alleanze, sta lavorando per affrontare nel miglior modo possibile la sfida elettorale”. Domenica 16 febbraio, intanto ci sono le primarie per eleggere il nuovo segretario regionale del Pd. “Tre candidature che interpretano bene la nuova fase del partito che si èaperta dopo la elezione di Renzi. Sostengo la candidatura di Giacomo Leonelli perché penso che possa interpretare questa nuova fase del Pd”. Qual è il messaggio che si sente di dare? “Abbiamo bisogno di sviluppare un Pd dal "riformismo coraggioso" che abbia una visione dell'Umbria e possa mettersi al servizio del futuro di questa regione”.