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Pappalardo: "Una moneta umbra"

Antonio Pappalardo

Federico Sciurpa
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Antonio Pappalardo, generale di brigata dei carabinieri in pensione,è un siciliano doc. Perché ha deciso di proporsi come presidente della Regione? Amo l'Umbria, la terra di San Francesco, dove ho anche prestato servizio in passato. Una terra che adesso si distingue per record in negativo: la disoccupazione è alle stelle, le aziende continuano a chiudere, la ndrangheta ha messo le mani anche nei centri di potere. Siamo al primo posto per numeri di suicidi, siamo tra le regioni con maggiore povertà, maggior numero di incidenti stradali e morti sul lavoro, le tasse più alte la corruzione dilaga. E adesso, proprio i 5 Stelle che avevano contribuito a scoperchiare lo scandalo degli ospedali, si alleano con chi quello scandalo aveva contribuito a crearlo. Da governatore cosa farebbe? In questi ultimi mesi, parlando con libero professionisti, operai, studenti e pensionati, ho chiesto: cosa manca in Umbria? E tutti mi hanno risposto: il potere di acquisto. Ecco, io ho intenzione di partire da qui. Il mio primo atto sarà il nuovo Statuto della Regione, sul modello di quello della Sicilia. Poi, l'ingresso di una moneta complementare a corso libero. Una moneta complementare? Sì, se sarò eletto stamperò, tramite una banca controllata dalla Regione, la lira umbra che verrà elargita a tutti i cittadini. Dal primo gennaio conto di poter dare a tutti, mille lire in più. Serviranno ad acquistare i prodotti tipici dell'Umbria e a rimettere in moto l'economia. Conto di azzerare la disoccupazione in un anno. Altri progetti? Controllerò tutto, sarò un governatore molto autoritario con i poteri forti ma comprensivo e attento nei confronti dei più deboli. Saranno riasfaltate tutte le strade e lavorerò per l'alta velocità. Basta con l'isolamento di questa regione. Nominerò un commissario straordinario per i fondi europei, un super esperto che si affiancherà a sindaci e assessori per seguire tutte le pratiche. Ci sarà anche un commissario straordinario per i rifiuti. L'idea, a questo proposito, è di utilizzare in Umbria dissociatori molecolari che trasformino i rifiuti in energia elettrica. Avrà una particolare attenzione al tema della sicurezza. Certo. Costituiremo una polizia regionale, duemila uomini che terranno sotto stretto controllo tutto il territorio e che faranno controlli periodici, autorizzati dalla procura della Corte dei Conti, anche nei Comuni. Io sono un uomo dalle grandi ambizioni e se sarò eletto lo dimostrerò. In che modo? Ho progetti importanti per l'Umbria, anche legati alla spiritualità. Voglio fare di questa terra il centro mondiale delle religioni, organizzando a Deruta – dove abito – un festival mondiale della musica sacra. Tra Gubbio e Perugia, invece, realizzeremo una città dell'arte che richiamerà studenti e studiosi da ogni parte d'Italia. L'Umbria farà da apripista. Il Movimento dei Gilet Arancioni che mi sostiene ha in mente di estendere questo modello in tutto il Paese. Catia Turrioni