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Perugia Pride, la risposta a Salvini: corteo aperto da migranti

alessandra Borghi
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Sabato 30 giugno il Perugia Pride attraverserà le vie del capoluogo umbro con slogan, striscioni, carri e musica. Appuntamento per il concentramento alle ore 15 in piazza Grimana, da dove il corteo si muoverà fino ad arrivare in piazza Italia, ai giardini Carducci, dove si terranno gli interventi conclusivi. "Il senso di questo Pride sta tutto nelle vicende che hanno visto negli ultimi anni Perugia e l'Umbria retrocedere pericolosamente nel terreno dei diritti civili – spiega Stefano Bucaioni, presidente di Omphalos – c'è bisogno di Pride, c'è bisogno di tornare in piazza proprio perché nel 2018 dobbiamo ancora lottare affinché siano riconosciuti i diritti a Joan, piccolo bambino figlio di due mamme perugine o difendere Fabiola, la bibliotecaria di Todi, che si è opposta alla messa all'indice di libri che trattano i temi dell'orientamento sessuale e del rispetto di tutte le famiglie. Scendiamo in piazza per tutti i piccoli Joan e per tutte le Fabiole che lottano giornalmente contro discriminazioni e censure. Quello che chiediamo è rispetto delle differenze e uguaglianza dei diritti, concetti che ancora oggi non possiamo dare per scontati".  Grande attenzione anche alla questione migranti, che partendo dal manifesto politico del Perugia Pride fino ad arrivare al claim “La gaia invasione”, si è scelto di rendere centrale. Il filo conduttore è la lotta per la liberazione dalla discriminazione. "Dopo i recenti attacchi del Ministro Salvini e la preoccupante ondata razzista che sta vivendo il nostro paese abbiamo scelto anche noi di dare un segnale concreto – conclude Bucaioni – il corteo del Perugia Pride verrà aperto da un gruppo di migranti Lgbti. Persone omosessuali e transessuali scappati dai propri paesi dove subiscono discriminazioni e violenze che arrivano fino alla pena di morte. Sabato saranno con noi e porteranno lo striscione di apertura di quella che sarà una grande manifestazione di libertà e diritti".