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Spariti 54mila euro dal conto del condominio: amministratore nei guai

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alessandra Borghi
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Dopo un avvicendamento fra amministratori di condominio, quello nuovo, dando un occhio alla contabilità, ha notato fatture non pagate. I condomini si sono quindi rivolti a un legale per fare denuncia in modo da essere sollevati da ogni pretesa creditoria da parte della società del gas che non risultava pagata e per riavere altri soldi mancanti all'appello. Una ventina di privati sono dunque parti offese in un processo che si è aperto al tribunale di Perugia nei confronti del legale rappresentante di una società che amministrava un condominio nella periferia. L'accusa è di appropriazione indebita “per procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto”. La somma di cui l'uomo, difeso dall'avvocato Giuseppe Innamorati, secondo la procura si sarebbe appropriato nell'arco di un quadriennio ammonta a 54.800 euro, tutti soldi versati dai condomini sul conto corrente del condominio. Il professionista, visto il suo ruolo (di qui la contestazione dell'aggravante di “abuso della prestazione d'opera”) avrebbe avuto piena disponibilità di quel conto: i prelievi sarebbero stati fatti emettendo assegni all'ordine del condominio che, in base all'accusa, l'amministratore avrebbe poi incassato. Un paio di assegni, peraltro, risultano emessi a favore di una compagnia assicurativa che non aveva a che fare con il condominio. Per evitare che i presunti ammanchi balzassero all'occhio, l'amministratore avrebbe fatto risultare dal punto di vista contabile il pagamento del gas per oltre 40mila euro: un'operazione - dice però la procura - mai avvenuta.  Alessandra Borghi