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Stand agli Arconi, il grande dubbio della Soprintendenza

Sabrina Busirivici
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La vicenda di piazza della Rupe sui social spopola e dal vivo fa flop. Almeno venerdì sera. Sarà stato perché l'occasione era più di rappresentanza che di partecipazione, visto lo stato dei lavori al termine nei primi mesi del 2018. O perché il venerdì sera la gente fa altro, fatto sta che alla sala Sant'Anna per l'incontro "Appuntamento con la storia" dedicato a un'area della città oggi al centro delle polemiche c'erano sì e no venti persone. Se a queste poi si tolgono i rappresentanti dell'amministrazione comunale, che aveva organizzato il tutto, e la stampa per servizio a rimanere sono veramente pochi. La scaletta è andata avanti comunque e le voci contro hanno ribadito concetti espressi, alla fine tutti fermi nelle loro posizioni. Il dubbio su quanto verrà c'è e rimane. Ma la vera strambata alla serata l'ha data alla fine l'intervento dell'avvocato Izaura Puka che ha fatto luce su un altro aspetto: il terzo stralcio funzionale che prevede una variante del piano regolatore per la ricollocazione integrale degli operatori commerciali non dell'agro-alimentare dal Mercato Coperto in piazza della Rupe. Dodici piccoli imprenditori oggi temporaneamente posizionati in piazza del Circo (dieci) e all'interno della Rocca Paolina (due). Sulla nuova collocazione sembra pendere il no della Soprintendenza espresso in quinta commissione. Probabilmente il motivo è la salvaguardia del rapporto beni monumentali, interventi contemporanei e paesaggio. "E' necessario che si cominci a parlare intorno a un tavolo di un possibile abbandono del terzo stralcio del progetto - precisa l'avvocato che rappresenta alcuni degli operatori commerciali in questione -. Noi abbiamo una posizione collaborativa ma vorremmo che, in base a quanto riporteranno i verbali sull'intervento fatto in quinta commissione, si inizi a parlare della presentazione del progetto o di possibile alternative tenendo a mente che le concessioni comunali scadono al 31 dicembre 2018". "Gli operatori avevano accettato la soluzione temporanea due anni fa, subendo - sottolinea Paku - gravi ripercussioni economiche perché la posizione di piazza del Circo non assicura un flusso adeguato di persone. La zona ha dimostrato di essere frequentata più che altro da abitanti del quartiere interessati ad acquisti di generi alimentari". Perciò, dopo la proroga del luglio scorso (sulla delibera di giunta del 2016) , la situazione di disagio perdura ancora oggi e si fa più allarmante per chi si trova a pagare comunque un canone di fronte a incassi molto limitati e a incertezze sul futuro ormai incombenti. Se il no diventasse reale quali potrebbero essere le alternative a piazza della Rupe per questi operatori commerciali o per piccoli gruppi? Si è parlato del Pellini o del Santa Giuliana, ma le perplessità restano visto che anche in questi casi rimarrebbero le problematiche di oggi sui flussi turistici e di passaggio. Ben diversa, invece, la situazione del Pincetto, il flusso in uscita del minimetrò, il futuro idea store sarebbero di grande attrazione. In attesa, dunque, dei verbali e di chiarezze c'è da tenere conto soprattutto dei tempi che incalzano. Ora, dunque, non è la quadratura degli Arconi a far saltare il boccino alla città, ma il problema che si pone è salvaguardare l'attività di diverse persone e delle loro famiglie. "Troveremo una soluzione adeguata" è la risposta dell'assessore Calabrese che accusa il colpo e propone un tavolo tecnico. Sabrina Busiri Vici