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Via i pusher dalla stazione del minimetrò: fermati in due

alessandra Borghi
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Gli uomini della sezione Criminalità diffusa della squadra mobile di Perugia hanno concluso una articolata attività d'indagine, dando esecuzione a due provvedimenti precautelari emessi a carico di due magrebini, irregolari sul territorio nazionale, dediti allo spaccio di sostanze stupefacenti a Fontivegge e, in particolare, a Case Bruciate. Le indagini sono iniziate a maggio, quando è emerso che un paio di magrebini, utilizzatori di una sola utenza telefonica cellulare di spaccio, erano particolarmente attivi nello spaccio al dettaglio. Il modus operandi Di solito, il cliente contatta i fornitori di droga telefonicamente, componendo il numero "dedicato"; i pusher, alternativamente, rispondono alla chiamata e si danno appuntamento in un punto preciso di Case Bruciate o di Fontivegge. Nel frattempo lo spacciatore, da solo o con il complice, va a recuperare lo stupefacente occultato sotto terra o in qualche anfratto della zona (un modo per farsi trovare “puliti”), solitamente già suddiviso in singole dosi. Imponente giro di affari Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, sarebbero avvenute circa 90 cessioni di stupefacente, tra eroina e cocaina, tutte effettuate negli ultimi mesi. In quasi tutti i casi, come anticipato, il cliente e lo spacciatore (uno dei due fermati o entrambi) si davano appuntamento alla stazione Minimetrò di Case Bruciate o in via Maturanzio, dove avveniva lo scambio. L'informativa Le risultanze probatorie sono state trasmesse al sostituto procuratore Gemma Miliani che ha emesso due provvedimenti di fermo di indiziato di delitto. Nelle prime ore della mattinata, gli agenti della Mobile hanno dato esecuzione ai fermi e ai decreti di perquisizione delegati. Dopo una meticolosa ricerca è spuntato anche il cellulare utilizzato per l'attività di spaccio. Entrambi gli spacciatori sono stati raggiunti nei rispettivi domicili (uno dei due aveva l'obbligo di dimora nel comune).