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Violenta lite in famiglia, l'uomo ubriaco: "Toglietemi le armi"

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Claudio Bianconi
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Era da poco passata l'una di mercoledì 9 novembre quando la volante è giunta in zona Ponte Felcino-Bosco in seguito alla segnalazione di una lite in famiglia. Ma quando sono giunti sul posto i poliziotti si sono trovati di fronte una situazione quasi surreale. Ad attenderli c'era il padrone di casa, un perugino di 57 anni che, in evidente stato di alterazione alcoolica, ripeteva di portargli via le armi che deteneva. Con i pensieri confusi dallo stato di ebbrezza, l'uomo raccontava dei propri dissidi con il figlio per questioni legate all'attività lavorativa che svolgono insieme e, da ultimo, riferiva dell'episodio di lite verificatosi poco prima dell'arrivo della volante, continuando a chiedere che gli venissero tolte le armi. La sola presenza del figlio nella stanza, peraltro, riaccendeva l'ira dell'uomo che lo apostrofava in maniera dura in merito al suo comportamento, agitandosi al punto che gli operatori si vedevano costretti a condurlo in un altro locale della casa. Sul posto era presente anche la moglie che confermava le frequenti liti tra il marito ed il figlio e che affermava di essere stata lei stessa, in più occasioni, oggetto degli accessi di rabbia del coniuge obnubilato dai fumi dell'alcool. La volontà ed il desiderio di non dividere la famiglia avevano, però, spinto la donna a non sporgere mai querela. Lo stato di forte agitazione in cui versava quest'ultima, peraltro, induceva i poliziotti a chiedere l'intervento del 118 ma, nonostante il parere dei medici, la donna rifiutava di recarsi in ospedale per gli accertamenti.