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Insegnanti "idonei", ma ancora precari

Claudio Bianconi
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Gli insegnanti di scuola primaria specializzati sul sostegno, risultati "idonei" dal concorso 2016 della regione Umbria prendono carta e penna e denunciano una situazione paradossale: "Se potessimo dare una pagella al sistema scolastico italiano attuale - scrivono - questa di certo non riporterebbe una valutazione positiva. Infatti, della situazione problematica in cui verte la scuola italiana, lo ribadiscono continuamente i tanti istituti di ricerca che ci collocano come fanalino di coda, ma è anche ciò che noi, un gruppo di insegnanti di scuola primaria precari (abilitati e specializzati sul sostegno) stiamo vivendo sulla nostra pelle e che vogliamo rendere noto a quante più persone possibili. Da quest'anno la riforma 107 del 2015, definita “Buona Scuola”, doveva essere l'occasione di una svolta, per lasciarci finalmente alle spalle quella “Cattiva”, ma a più di un anno dalla sua attuazione quello che si delinea è un orizzonte tutt'altro che buono. Con il concorso scuola 2016 in particolare si sarebbe dovuto dare finalmente un taglio alla “supplentite” e un meritato slancio alla meritocrazia, valorizzando e promuovendo le competenze acquisite dopo anni di studio accademico ed esperienza. In effetti, la presenza di queste competenze è stata dimostrata dal successo ottenuto in sede d'esame: per quanto riguarda la nostra regione, l'Umbria, erano stati messi a bando per la classe di concorso del sostegno scuola primaria 33 posti (più il 10%). Gli insegnanti che hanno passato il primo esame scritto sono stati ben 59. Di questi, 58 hanno passato anche l'esame orale risultando così idonei. L'ufficio scolastico della nostra regione, seguendo le direttive date dal bando ministeriale ha stilato così una graduatoria menzionando i nomi dei primi 33 (più il 10%) di insegnanti, quindi un totale di 36, lasciando gli ultimi 22 insegnanti, seppur idonei, fuori dalla graduatoria. C'è da dire però, che l'articolo 9, comma 1 del bando concorsuale, ovvero la richiesta alla commissione giudicatrice del concorso di inserire nella graduatoria di merito “i candidati nel limite massimo dei posti messi a bando per ciascuna procedura concorsuale maggiorati del 10%”, va a modificare l'Art. 400 del Testo Unico del '94, distinguendosi dalle modalità previste per il concorso 2012, ovvero la richiesta di costituire una graduatoria di merito composta da “i candidati che hanno superato la prova orale”. Tale modifica preclude la possibilità di un eventuale chiamata in ruolo durante i tre anni di validità della graduatoria agli insegnanti selezionati e giudicati idonei, ma non vincitori, come invece accaduto nel 2012. E quello che sta accadendo in Umbria non è un'eccezione, ma sta avvenendo anche in molte altre regioni, e per tante altre classi di concorso. Senza contare che in quasi tutte le regioni, Umbria compresa, le graduatorie ad esaurimento relative a questa classe di concorso risultano essere esaurite, in virtù della grande e sempre crescente richiesta di insegnanti specializzati. Ed esiste anche la possibilità che possa ridursi anche la quantità di candidati presenti in questa graduatoria di merito, in quanto la maggior parte di insegnanti ha partecipato anche al concorso per altre classi (concorso scuola primaria comune, concorso scuola dell'infanzia) e quindi in caso abbia vinto potrebbe decidere di accettare il ruolo su quella, lasciando libero il posto sul sostegno. In conclusione, facendo un bilancio, la situazione è questa: da un lato assistiamo all'assunzione di abilitati inseriti da tempo nelle graduatorie ad esaurimento, ora in parte sbloccate dalla riforma (e che in diversi casi non hanno neanche un giorno di servizio). Ebbene sì, per quanto assurdo possa sembrare; questo perché una sentenza della Corte di giustizia europea del 2014 ha stabilito che hanno diritto all'assunzione i precari italiani della scuola, con almeno 36 mesi di servizio (ma non tutti gli abilitati inseriti in Gae). Dall'altra parte poi, vediamo la nostra situazione, quella di insegnanti abilitati nella maggioranza di casi con la laurea, e spesso in possesso anche di più lauree, specializzati sul sostegno, risultati idonei al concorso, che pur avendo dimostrato le proprie competenze professionali di fronte ad una commissione d'esame, vengono lasciati ancora una volta a ricoprire i posti a cattedra da precari, alla stregua dei bocciati. E non è tutto: la “Buona Scuola”, se così è ancora possibile definirla, ha posto un vincolo, secondo il quale dopo 36 mesi di servizio, anche non continuativo, questi insegnanti precari non potranno più essere chiamati a lavorare, con la conseguente perdita, da parte della scuola di personale qualificato, e dal canto loro, dell'opportunità di svolgere il lavoro che hanno scelto e per il quale hanno passato anni a studiare".