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I punti da chiarire tra Uj e Comune

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Anna Lia Sabelli Fioretti
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Se problemi ci sono stati, e ci sono stati visto che sui media i risultati dell'edizione 2016 di Umbria Jazz sono passati in secondo piano rispetto alle accuse del direttore artistico Carlo Pagnotta nei confronti del Comune di Perugia, si tenterà di appianarli nel corso del prossimo incontro tra jJ e amministrazione cittadina che si dovrebbe svolgere da qui a pochi giorni. Sul tavolo ci sarà il contributo troppo esiguo del Comune, secondo Pagnotta, di 50 mila euro che vanno per le Clinics della Berklee, la possibilità di istituzionalizzarle definitivamente visto anche l'alto numero di partecipanti da tutto il mondo, l'utilizzo “impossibile” del Teatro Pavone che puzza di muffa ed è pieno di acari e anche, guardando al futuro, l'impossibilità per Uj di usufruire del Turreno che verrà se l'amministrazione continuerà a insistere con un progetto di non oltre 900 posti. Il “sor Carlo” con qualche urlaccio e la minaccia di mettere all'asta Umbria Jazz ha alzato un bel polverone . “Quella dell'asta è stata una evidente provocazione” precisa a bocce ferme “Se la gente non l'ha capito mi scappa da ridere. Come fu, a suo tempo, una provocazione la minaccia di togliere il palco storico da piazza IV Novembre. Visto che i soldi erano sempre di meno minacciai di abolirlo perché pur essendo storico non rende niente mentre in quello dei Giardini Carducci c'è il catering che ci dà i soldi per lo stage del main sponsor. Piazza IV Novembre è utile solo ai commercianti. Allora tutti mi saltarono addosso dicendo: “quel palco non si tocca”. Io risposi “su quel palco storico negli anni '70 c'eravate voi o c'ero io?”. Ci fu una polemica con il sindaco Boccali appena eletto e mi dispiacque, però anche in quell'occasione, oggi lo ammetto, si era trattato di una provocazione. Così come non ho mai detto che saremmo andati via da Orvieto, ho detto precisamente che c'erano dei problemi e che i problemi si risolvevano solo in una maniera: Umbria Jazz la fa Umbria Jazz a Perugia e Umbria Jazz Winter la fa Umbria Jazz a Orvieto”. Quindi, a suo avviso, la provocazione è servita?  “Certamente. Intanto per la prima volta sono venuti fuori un po' di conti su Perugia 1416. Nell'incontro con il Comune chiederò anche che vengano resi pubblici, basta con le cifre ballerine. I cittadini hanno diritto di sapere la verità. E poi dove è andato a finire il milione di euro di Perugia Capitale Italiana della Cultura? A suo tempo UJ ha fatto 3 riunioni con Bracalente per entrare nel programma. Abbiamo perso ed è arrivato il milione di consolazione. Dove sono andati a finire questi soldi? A noi non è arrivato nulla”. Cosa risponde al consigliere Carmine Camicia che in un comunicato ha definito “piatta” Umbria Jazz e l'ha descritto come un “direttore artistico non più all'altezza dei tempi” chiedendo la sua uscita? “Non vorrei replicare perché non voglio dargli una visibilità che non merita, visto il personaggio” Sì, ma le accuse sono gravi, meritano un breve commento. “Per quanto riguarda quel suo ‘via Pagnotta' detto da lui, vista la considerazione che ha dentro il consiglio comunale per me è un augurio. E visto che c'è qualcuno che lo vota, mi dicono siano un quarantina, alla mia età se mi presentassi io di voti ne prenderei sicuramente il doppio”. L'ha definita anche “pseudo esperto di jazz”... “Il mio primo disco l'ho ascoltato nel 1949. I risultati io a Perugia e in Umbria li ho portati. Ora ci deve dire quali sono i suoi”