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"Umbria Jazz è all'asta, al Comune che offre di più"

Claudio bianconi
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Coup de theatre durante la conferenza di bilancio dell'edizione 2016 di Umbria Jazz: il patron e direttore artistico del festival Carlo Pagnotta surriscaldato dall'assenza di sindaco e assessore comunale alla cultura auspica un “incontro tra la presidente Marini, l'assessore regionale alla cultura Cecchini, il sindaco di Perugia Romizi e l'assessore comunale alla cultura Severini per parlare di clinics se è vero che “ogni anno – afferma Pagnotta - il Comune ci taglia le risorse e se non fosse per l'apporto della Fondazione Cassa di risparmio di Perugia le clinics avrebbero già chiuso da un pezzo. Per me – continua il patron di Umbria Jazz – è incomprensibile come si possano spendere 200 mila euro (stando a quanto scrivono i giornali) per Perugia 1416 e stanziare 50 mila euro per le clinics. Questo è uno scandalo. E oggi dico – aggiunge Pagnotta – Umbria Jazz è all'asta: venga fuori qualche Comune e offra più soldi”. E' l'epilogo della conferenza di chiusura dell'edizione 2016 di Umbria Jazz, momento di bilancio, di numeri e cifre che attestano la buona salute del festival jazz. Ma anche momento per Pagnotta per togliersi qualche sassolino dalle scarpe e a proposito di numeri snocciolare le sue cifre. Cominciando dal Comune di Perugia e dalle risorse inadeguate, ai tagli che opererebbe nei confronti delle clinics del Berklee College of music di Boston che ogni anno, da trentuno a questa parte, raduna allievi e nuovi talenti del jazz attorno ai suoi corsi di perfezionamento ad opera di qualificati insegnanti che arrivano direttamente dalla sede americana. Quest'anno sono stati 204, ma in altri anni hanno toccato cifre vicine ai trecento gli allievi che arrivano letteralmente da tutto il mondo per seguire le clinics contribuendo a fornire a Perugia in questo periodo quel clima di città internazionale che si respira durante Umbria Jazz.