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Così la burocrazia fa "resuscitare" un morto

Ecb
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La burocrazia, talvolta, è davvero incredibile. In alcuni casi riesce a far imbestialire anche uno con la pazienza di Giobbe, in altri è capace di far suscitare il sorriso ironico o addirittura una grassa risata, spesso amara. Come nel caso documentato nel capoluogo umbro e relativo ad un ufficio tributario che in pratica ha attestato, con documento sottoscritto e timbrato, che il deceduto aveva comunicato, di persona, il proprio ... decesso. Una sorta di resurrezione a tempo, finalizzata alla presentazione di un atto legale. La vicenda è semplice. Un professionista che aveva in piedi un ricorso, muore. Come è ovvio un incaricato si presenta con i documenti rilasciati dal Comune, e in doppia copia, per attestare, in maniera formale all'ufficio competente, il decesso di chi aveva instaurato l'iter. Ebbene, la burocrazia non certifica che l'atto è stato presentato da chi effettivamente si è recato allo sportello con la documentazione richiesta in questi casi, ma dal signor Tal dei Tali, cioè dalla persona che non è più nel mondo dei vivi. Che, ormai puro spirito, dall'aldilà sorriderà delle piccolezze e delle vanità del mondo.