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Anziani, la prevenzione funziona: fratture del femore stabili

Claudio Bianconi
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Negli ultimi cinque anni il numero delle fratture di femore in soggetti anziani è rimasto sostanzialmente invariato - circa 600 all'anno - nonostante un progressivo invecchiamento della popolazione dell'Umbria: il dato, come informa una nota dell'ufficio stampa dell'Azienda Ospedaliera, può essere considerato il risultato di una intensa attività di prevenzione e di terapie specifiche operate da un gruppo multidisciplinare  delle malattie metaboliche dell'osso che si occupa della salute degli over 60. L' ultimo incontro  della settimana che l'Ospedale di Perugia ha dedicato alle  patologie della donna,  ha riguardato l'osteoporosi,  cioè la  ridotta condizione di resistenza dell'osso che porta alle temibili  fratture da fragilità. “ Una patologia che riguarda sempre più il sesso femminile  sia dopo la menopausa, che in soggetti che fanno uso di farmaci che possono interferire con il metabolismo dell'osso”,  ricorda la dottoressa Anna Maria Scarponi, responsabile del “Centro Metabolismo Minerale”  della struttura complessa di Medicina Interna del Santa Maria della Misericordia, diretta dal professor Elmo Mannarino. Ogni anno vengono valutati circa 6 mila pazienti attraverso un'indagine strumentale (Mineralometria Ossea Computerizzata) e una indagine clinica per la valutazione del rischio di frattura. Nell'incontro di venerdì il gruppo multidisciplinare, composta da radiologi, geriatri, internisti, ortopedici, neurochirurghi e neuroradiologi, ha sottolineato l'importanza da parte dei medici di medicina generale  di individuare i soggetti a rischio di frattura,  per essere valutati dagli specialisti, intervenendo sempre più in anticipo con la modifica degli stili di vita e con terapie personalizzate.