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L'augurio per il nuovo anno del cardinale arcivescovo Bassetti

Andrea Niccolini
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Il 1 gennaio, giorno in cui la Chiesa celebra la Giornata mondiale della Pace voluta da papa Paolo VI a partire dal 1968, il cardinale arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Conferenza episcopale umbra (Ceu), Gualtiero Bassetti, rivolge un breve, ma significativo augurio alle genti dell'Umbria. "Desidero rivolgere un augurio di pace a Perugia e a tutta l'Umbria – esordisce il porporato – Papa Francesco ha scritto il messaggio per la 49esima Giornata Mondiale della Pace intitolato “Vinci l'indifferenza e conquista la pace”. Io dico ai nostri fratelli e alle nostre sorelle dell'Umbria: continuate a sperare, non perdete la speranza e insieme al profeta  non lasciatevi cadere le braccia, perché vedo molta gente avvilita, che dice non c'è più niente da fare. Non abbandonatevi alla rassegnazione e, soprattutto, lo dico con forza, non abbandonatevi all'indifferenza". "Il Papa, nell'anno appena trascorso – prosegue il presidente della Ceu – ci ha dato due segnali luminosi. Il primo, l'enciclica Laudato sì dove ci dice che l'ecologia è fondamentale come la biologia, perché se non rispettiamo l'ambiente non rispettiamo nemmeno la vita dell'uomo. Il secondo, il grande Giubileo della Misericordia. La Misericordia non è qualcosa che addolcisce, è il cuore stesso di Dio trasferito nelle sue creature". Il cardinale si sofferma anche sul delicato tema dell'occupazione nell'auspicare "una ripresa del lavoro, soprattutto una ripresa del lavoro giovanile. Mi rivolgo alle Istituzioni, perché bisogna veramente fare di tutto per favorire le piccole e medie imprese, perché è da queste realtà che si può ripartire". Un altro significativo auspicio il presule lo formula nel dire: "Pace nelle famiglie. La nostra Umbria è stata travagliata anche da troppi delitti all'interno di nuclei familiari. Rispetto per le donne. La donna è l'immagine della tenerezza di Dio, come si può infierire su di lei con la violenza?". "Non vorrei che queste mie osservazioni, che naturalmente sono le osservazioni di un pastore attento a quello che vive la sua gente – sottolinea il cardinale avviandosi alla conclusione – potessero frenare in qualche modo l'augurio, che ho formulato all'inizio, di pace, di speranza e di serenità in tutte le nostre famiglie. E come dissi a Natale: che l'Umbria possa diventare un bellissimo terreno dove noi seminiamo dei semi di bene in continuazione, ne abbiamo tutti bisogno. Grazie e buon anno".