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Lavori post terremoto: indagini sui contributi

Elio Clero Bertoldi
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Corruzione e altri reati: sono queste le ipotesi per le quali, da venerdì mattina, sono stati notificati diversi avvisi di garanzia e sono state effettuate in Umbria e in Abruzzo tutta una serie di perquisizioni da parte dei comandi provinciali del Corpo Forestale dello Stato delle due regioni. Le attività si sono concentrate, per quel che risulta al momento, a Gubbio (3 interventi), a Perugia (1) e a Corciano (1). L'operazione - disposta dalla procura di Pescara - rappresenta uno sviluppo di una inchiesta per la quale alla fine del maggio scorso erano stati notificati già due avvisi di garanzia. L'attività degli inquirenti riguarda la ricostruzione del post terremoto nell'aquilano e in particolare le richieste di contributi per la progettazione e la ricostruzione, nello specifico per 90 milioni di euro. L'area interessata riguarda una zona di confine tra L'Aquila e Pescara e cioè l'Ufficio Tecnico di Bussi sul Tirino, che serve dieci comuni delle due province, dove il terremoto sconvolse la terra. Gli accertamenti riguarderebbero nello specifico le modalità con le quali una azienda perugina avrebbe ottenuto le progettazioni, in violazione della legge Barca, che prevede come, nella ricostruzione e progettazione, dovevano essere coinvolte aziende e figure professionali del territorio in cui il sisma aveva provocato i danni. Gli uomini del corpo forestale dello Stato, nel corso delle perquisizioni, avrebbero raccolto una copiosa documentazione relativa alla ricostruzione dei privati nella zona definita "cratere dell'Aquila". Le fonti ufficiali non hanno voluto rilasciare, in questa fase, dichiarazioni o fornire elementi. Evidentemente gli inquirenti non intendono scoprire le carte in questa fase istruttoria, che come tutti i momenti iniziali di un accertamento penale, è delicatissima. Appare, altresì, evidente che gli investigatori debbono aver raccolto, con le attività di indagine (magari utilizzando intercettazioni ambientali e telefoniche), elementi ritenuti decisivi per i quali l'inchiesta ha subito l'ulteriore scatto che ha portato, ieri, alle notifiche degli avvisi di garanzia e alle perquisizioni, in uffici e abitazioni private, per almeno cinque persone residenti nei tre Comuni umbri (Perugia, Gubbio e Corciano).