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Delitto Mez, la città non dimentica: proposta per ricordarla

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Ale. Bor.
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I perugini non dimenticano quel primo novembre nero del 2007 che cancellò la vita di Meredith Kercher. LEGGI Amanda e Raffaele assolti - VOTA il sondaggio - LEGGI Venduta la casa del delitto Non dimenticano il clamore mediatico e la lunga battaglia giudiziaria piena di colpi di scena che ha consegnato al mondo una verità processuale solo parziale. Perché ha stabilito chi “non” ha ucciso Meredith (ossia Amanda Knox e Raffaele Sollecito), lasciando Rudy Guede (condannato in via definitiva per l'omicidio “in concorso”) orfano dei presunti complici. Perugia, col tempo diventata sempre più restia ad appassionarsi alle vicende degli ex imputati, sembra invece ancora capace di stringersi alla famiglia di Mez rimasta col grave dubbio di cosa accadde nel villino di via della Pergola. Nei giorni scorsi c'è chi ha postato sui social la foto della studentessa inglese che era così innamorata dell'acropoli. E Luca Cimaroli nel gruppo Facebook “Perugia: ieri, oggi, domani” ha lanciato l'idea di intitolarle la via diventata famosa per colpa del delitto. Appena un risarcimento morale alla famiglia, ma anche, forse, il modo per superare attraverso un gesto di umanità la ferita profonda subìta da una città incolpevole. Una reazione simbolica della comunità locale di fronte all'evidenza che nel barbaro omicidio della ventenne molto resta in sospeso, si dia o meno la colpa alle “clamorose defaillances investigative” di cui parla la Suprema Corte.  Raffaele Sollecito, tornato a vivere la pienezza dei suoi 31 anni come è normale che sia, in tv e sulla carta stampata continua a rilanciare ai familiari di Mez l'invito per un incontro. Ma sul punto la sorella della vittima è stata categorica e non ha lasciato spiragli finora. Perché il delitto non smette di bruciare le vite di chi resta e amava Mez. Rinnovare i segnali di vicinanza, dunque, male non farebbe.