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Scopre dal web che il suo uomo era stato un rapinatore

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Maurizio Muccini
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Una causa civile contro il web. Colpevole di aver violato il suo diritto ad essere dimenticato. Con quella scomoda verità che riappare inaspettata dopo la bellezza di dieci anni, facendolo ripiombare nell'incubo. Il protagonista di questa storia, approdata in questi giorni al tribunale civile di Perugia con tanto di richiesta di maxi risarcimento, è un signore originario del sud Italia, ma da tempo residente nel capoluogo umbro. La sua battaglia è destinata a far rumore: si tratta della controversa tematica legata al diritto “all'oblio”. Dieci anni fa il protagonista della storia, giovanissimo, si macchia di un reato grave. Quello di rapina, ai danni di un noto esercizio commerciale del capoluogo umbro. Dopo pochi giorni viene inchiodato dalle forze dell'ordine. Che all'alba lo prelevano dalla sua abitazione e lo arrestano. Il processo si conclude con una condanna definitiva. Lui sconta la sua pena. E, una volta uscito dal carcere, decide di riprendere in mano la propria vita. Mettendo una pietra sopra a quel brutto passato. Si riparte da un nuovo lavoro, da un nuovo giro di amicizie e da un nuovo amore. Passano gli anni e il rapporto con la sua compagna diventa fantastico. Tanto che i due decidono di andare a vivere insieme. Ma ecco che il destino si accanisce su di lui. La donna digita il nome e cognome del compagno su un motore di ricerca di Internet. E scopre cose che non avrebbe mai voluto sapere. E cioè che il suo uomo era stato molti anni prima un rapinatore e che era stato in prigione. Una crepa che diventa frattura tra i due. Che si lasciano. L'uomo accusa un vero tracollo psicologico, con danni pesantissimi. Quel passato nero che riappare brutalmente torna a condizionare i suoi giorni, con il senso di colpa per non aver raccontato tutto prima, che allarga la già profonda ferita. Immediata la voglia di “avere giustizia”, affidandosi all'avvocato Pasquale Perticato per intraprendere una causa civile. “Naturalmente - attacca il legale - nei confronti del soggetto che non ha provveduto a cancellare quella vicenda. Non certo il motore di ricerca, dato che il suo compito è quello di pubblicare solo quello che c'è in rete”. Una guerra che sembra persa in partenza? “Ripeto, la notizia potevano scriverla, è un loro diritto. Ma non doveva assolutamente essere tenuta per tutti questi anni”. Ma controversie di questo tipo, purtroppo, non si contano più. “E' vero - conclude Pasquale Perticaro - il diritto all'oblio resta una materia ancora in fase di discussione, anche se gli ultimi pronunciamenti fanno intendere che esiste una volontà comune di riconoscerlo. Soprattutto, come nella circostanza, dove si è venuto a creare un danno. Quel fatto doveva essere annientato, distrutto. Dal momento che non era più attuale”.