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A Palazzo Baldeschi si vola su Vertigine umbra

Eleonora Sarri
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Tutto gira intorno a un'idea. Anzi, ha un'attraente intuizione: immergersi per poco più di un'ora nel sogno di Icaro, trasformarsi in un uccello e cambiare il proprio punto di vista, arricchirlo e svilupparlo in verticale o in circolo, comunque sia, all'infinito. Ad accogliere il visitatore nella mostra Vertigine umbra a palazzo Baldeschi, inaugurata martedì, sono il manifesto dell'Aeropittura, le immagini video riprese dal deltaplano e le foto “Ars color” firmate Paolo Ficola, suggestioni fortissime di un'Umbria vista dall'alto. GUARDA LE FOTO 1 - FOTO 2 - FOTO 3 Chiaro è il leit motiv declinato in 60 fotografie, diversi video, 29 dipinti, una selezione di stampe antiche e alcuni sperimentali confronti tra pitture inedite e fotografie a luce traversa. Minimo comune multiplo, il Cuore d'Italia. La mostra, targata Fondazione Cariperugia Arte, si avvale di una curatela condivisa e nasce dall'affacciarsi dalla finestra aperta dai filmati dei droni per ripercorrere a ritroso la storia del paesaggio fino ad arrivare alle stampe antiche di Schedel, Blaeu, Mortier passando per i capolavori dell'aeropittura firmati dal maestro Gerardo Dottori e dal meno conosciuto Alessandro Bruschetti. Tra le proposte su cui soffermarsi ci sono, nella sezione aeropittura curata da Massimo Duranti e Andrea Baffoni, la tempera su tela grezza Paesaggio dal terrazzo di Dottori con una magnifica cornice a geometrie futuriste che richiamano Balla; più avanti, l'immagine zenitale, semplicemente perfetta, della Fontana Maggiore scattata da Ficola. E ancora, il lago ritrovato di Bruschetti in un inedito scoperto da qualche mese nella campagna del Perugino, rarissimo dipinto commissionato come copricamino decorativo. Il manoscritto del Piccolpasso aperto su una riproduzione di Assisi in cui domina la Rocca, simbolo indiscusso del potere papale. A Folco Quilici è riservato, poi, uno spazio speciale per la proiezione di un suo documentario “L'Italia vista dal cielo. L'Umbria” girato nel 1976 con riprese realizzate dall'elicottero e a commento la voce di Cesare Brandi.