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Malata di gioco, ispettrice del lavoro sotto accusa per prestiti sospetti

La donna spendeva moltissimo in Gratta e Vinci

Eleonora Sarri
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Avrebbe ottenuto soldi in prestito da imprenditori e professionisti abusando della sua qualità di ispettrice della Direzione provinciale del lavoro. E questo in un particolare periodo della sua vita, quando si era trovata in forti difficoltà economiche a causa soprattutto della passione per il gioco, in particolare per i “Gratta e vinci”. E proprio con l'ipotesi di concussione che si è aperto il processo nei suoi confronti. Con l'ammissione di tutte le parti civili (tra i legali, l'avvocato Marisa Marmottini). Tra queste anche il titolare di una nota azienda edile che avrebbe consegnato all'ispettrice sotto inchiesta la bellezza di 40mila euro in tre tranche, anche se in una serie in altri casi i soggetti interpellati avrebbero opposto un secco “no”. Secondo il ricco capo d'imputazione, l'ispettrice “avrebbe ingenerato la convinzione che le persone a cui si rivolgeva per avere soldi avrebbero subito controlli e sanzioni in caso di rifiuto. E per questo gli interessati staccarono assegni o consegnarono contanti per un totale di quasi 80mila euro”. Tesi, queste, sempre contestate con forza dalla difesa (rappresentata dall'avvocato Silvia Egidi). Che in fase di udienza preliminare, che aveva portato al rinvio a giudizio (gup Luca Semeraro), aveva sempre ribadito che “l'ispettrice non aveva mai minacciato nessuno e che i soldi non sarebbero stati chiesti in relazione all'attività lavorativa da lei svolta, ma come prestiti di cui aveva bisogno”. E da qui quelle assidue frequentazioni nelle ricevitorie, con richieste d'aiuto dirette “ad amici e conoscenti, ma anche a persone conosciute in ragione al suo ruolo". Ma solo ed esclusivamente “contatti attivati a titolo personale per ottenere in modo lecito i prestiti".