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Troppe scappatelle, la moglie lo sequestra in casa

Eleonora Sarri
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Un'altra storia di violenza tra le mura domestiche. Ma a finire davanti al giudice questa volta non è il solito padre o marito padrone, ma la moglie, che ora si trova alla sbarra con la pesante accusa di sequestro di persona e maltrattamenti (rappresentata dall'avvocato Giuseppe De Lio). Una vicenda che prende inizio dal maggio fino al settembre del lontano 2008. Quando quella che sembra a tutti gli effetti una relazione sentimentale come tante - anche se tra alti e bassi - improvvisamente si spezza. E le incomprensioni esplodono, fino a sfociare in vere minacce di morte da parte della donna, cinquantaduenne, nei confronti dell'uomo di qualche anno più grande. Forse per alcuni comportamenti poco seri di lui e soprattutto per le numerose “scappatelle”. Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato un particolare fatto, dal quale è poi scaturita la denuncia che ha prodotto l'inchiesta giudiziaria. Quando, con più azioni reiterate e dietro la minaccia di mandarlo a vivere nello scantinato, la signora “aveva impedito al marito di rientrare nell'abitazione coniugale (chiudendo la porta a chiave dall'interno), costringendolo a rimanere per ore lungo le scale condominiali. Nonché di averlo in un'altra occasione chiuso all'interno dell'appartamento (chiudendo la porta dall'esterno dopo avergli sottratto le due chiavi), proprio per impedirgli di uscire e di sottoporsi ad una importante visita medica già programmata”. Ma non finisce qui. Perché ci sarebbero pure ripetute minacce di morte , con tanto di coltello puntato: “Se non ti comporti bene te lo infilo in gola”. Una furia, quindi. Anche se il marito nonostante tutto non si è costituito parte civile, proprio con l'intenzione di perdonarla. Ma in aula, all'apertura del processo, era particolarmente attesa la testimonianza dell'uomo, che invece non si è presentato. Tutto rinviato.