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Bomba in giardino? Paga il Comune

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Eleonora Sarri
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Costretto per anni a pagare cifre da capogiro per una assurda responsabilità oggettiva. Come per tante altre persone sparse in tutto il Paese che hanno avuto la disavventura di trovare nel proprio giardino un ordigno bellico. Con quell'opera di bonifica, necessaria e urgente, che è finita con il pesare su di loro come un macigno. Almeno fino a giovedì, quando una rivoluzionaria sentenza del Consiglio di Stato ha di colpo ribaltato tutto, aprendo la strada a una serie di ricorsi a pioggia. Il nostro protagonista è il signor Frustalupi, che da sempre abita ad Orvieto. Nel 2011 ecco il suo terreno restituire una grande bomba americana. E via con la bonifica, con la prefettura che chiama il Comune ad adoperarsi d'urgenza. Da qui la richiesta alle ditte e ai Corpi d'armata per provvedere a mettere in sicurezza l'area. Ma ecco la doccia fredda: al nostro signor Frustalupi vengono addebitate tutte le spese di rimozione! Una bastonata economica (valutabile intorno alle centinaia di migliaia di euro) che assume i contorni della beffa, dato che lui non ha mai avuto voce in capitolo sulle ditte e sui macchinari adottati per l'opera. Il signor Frustalupi si affida all'avvocato Giuseppe Caforio per far valere le sue ragioni e dopo un lungo iter giudiziario arriva la sentenza.  SERVIZIO COMPLETO SULL'EDIZIONE DI VENERDI' 15 MAGGIO DEL CORRIERE DELL'UMBRIA