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L'aeroporto vede il pareggio di bilancio e punta al turismo religioso

Il presidente Enac Riggio con Fagotti (Foto Belfiore)

Eleonora Sarri
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Perdite in riduzione, il pareggio di bilancio non è un miraggio: nel 2017 - anche in base ai tempi dettati dalla concessione ventennale per la firma della quale Enac ha avuto un ruolo determinante, così come per l'inserimento nella lista degli aeroporti a interesse nazionale – il San Francesco potrebbe arrivare al pareggio di bilancio. VOTA IL SONDAGGIO La stima e la valutazione sono del presidente dell'Ente nazionale di aviazione civile, Vito Riggio. E se per salvare i piccoli aeroporti in difficoltà si potrebbe attuare un piano di “aviazione generale”, leggi declassamento, quello dell'Umbria se mantiene le promesse potrebbe essere salvo: i circa 250mila passeggeri stimabili per i 2015 (passivo da 750mila euro di quest'anno ai 500mila dell'anno prossimo) con la stabilizzazione dei nuovi voli dovrebbero arrivare a 400mila nel 2017, segnando la fine del colore rosso alla voce conti. Il piccolo scalo del cuore verde si potrebbe reggere con le sue ali in poco più di 24 mesi. Riggio ci crede. E dà fiducia agli attuali vertici Sase. In visita al San Francesco ha voluto sottolineare le “virtù” della gestione assieme al presidente Fagotti, ricordando anche la nascita dell'ultima versione dell'aeroporto, la collaborazione con Gae Aulenti e i lavori di ammodernamento. “Ora la doppia sfida è quella di intercettare il turismo religioso, con il volano di Assisi e degli altri luoghi di culto umbri – ha detto Riggio – avviando l'iter di privatizzazione dello scalo per attrarre investitori nazionali e internazionali”. Piccolo siparietto: Riggio in contatto con il prefetto di Roma Gabrielli, il ministero e la leader cigiellina Camusso ha scongiurato lo sciopero romano al Leonardo Da Vinci: ore 11, la protesta è cessata. Qualche volo anche da e per Perugia è saltato, ma nel pomeriggio tutto è tornato alla normalità.