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Tram treno, investitore pronto a coprire la metà dei costi dell'opera

Alessandro Antonini
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Un investitore pronto a mettere sul piatto 70 milioni di euro. Ossia quasi la metà del budget complessivo necessario, pari a circa 150 milioni. La giunta comunale perugina ha esaminato il progetto del tram treno, direttamente dalla voce di un gruppo di consulenti locali che ha ricevuto un incarico da un gruppo del settore che intende investire in Italia e in particolare in Umbria su questa tecnologia. VOTA IL SONDAGGIO L'amministrazione sta valutando la prospettiva, anche se la somma da stanziare con il bilancio sull'orlo del dissesto appare insormontabile. Un primo summit con il sindaco Andrea Romizi c'è già stato. A luglio. A settembre il progetto è stato presentato al dirigente della mobilità Leonardo Naldini. Il penultimo incontro è del 29 ottobre con l'assessore al ramo Cristiana Casaioli. Infine quello della scorsa settimana, con la notizia del finanziatore. Il nuovo sistema di trasporto riusa le ferrovie esistenti, in particolare quelle dismesse o marginali, e le integra con il sistema tram, sia preesistente sia con binari da costruire ex novo. Potrebbe utilizzare tutti i binari Fcu, quelli attivi e quelli dismessi: sostituendo in un solo colpo treni e bus. Sopra la rete di binari (ferroviari e tramviari) viene posto un vettore frequente, veloce, silenzioso. Perugia sarebbe tutta collegata, dal centro alle periferie: l'utente può salire in qualsiasi stazione o fermata delle ferrovie (da Corciano a Bastia all'aeroporto, da Umbertide a Marsciano), può raggiungere senza più cambiare mezzo qualsiasi stazione o fermata della città vasta, passando per Sant'Anna, per la circonvallazione storica e Fontivegge. “E' un progetto molto interessante, vanno valutate le possibilità di attingere a eventuali finanziamenti per coprire i costi completamente”, spiega l'assessore Casaioli, a fare intendere che il Comune non può mettere un euro. I promotori del progetto, professionisti e esperti (Stefano Chiocchini, Luigi Fressoia, Marco Bocciarelli, Alessio Trecchiodi) hanno indicato più di una strada per attivare fondi nazionali ed europei.