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Salsicce al veleno, morti tre cani. Sotto accusa un cacciatore

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Eleonora Sarri
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Bocconi prelibati, perché fatti di salsiccia. Ma avvelenati con sostanze pesticide, come il verderame. Un tranello micidiale in cui qualunque cane sarebbe caduto. Quelle terribili esche furono gettate all'interno di un'area adibita all'addestramento di cani da caccia. Tre le vittime: due segugi e un cane di razza anglo-francese. Per via della morìa di cani furono messe telecamere: così si risalì a un cacciatore perugino ora a processo presso la sezione penale del Tribunale. Gli si imputa l'uccisione di animali “con crudeltà”. La procura ricostruì pure un secondo episodio in cui altri bocconi avvelenati furono gettati nel campo di addestramento ma senza che altri cani morissero: un gestore si era accorto della presenza di quel pericolo recuperando le esche. L'uomo, difeso dagli avvocati Gianni e Eugenio Zaganelli, si dichiara assolutamente estraneo alle accuse. Nega, infatti, che dalle immagini riprese dalle telecamere si possa evincere la prova della sua colpevolezza: “Quello non sono io”, è insomma la sua posizione. Il processo è iniziato davanti al giudice Lavanga (il pm Vincentelli ha prodotto anche il dvd con le immagini, mentre la difesa ha chiesto, fra l'altro, l'esame dell'imputato).