Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Perugina, produzione ancora in calo

Marina Rosati
  • a
  • a
  • a

Le rassicurazioni che i vertici di Nestlé continuano a dare sull'importanza del Bacio Perugina, sul suo brand e sull'attenzione che l'azienda vuole dare a questo marchio non bastono più. Anche perché i dati sui volumi sono ancora peggiori di quelli annunciati. I componenti della Rsu e dei sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil sono tornati a casa da Milano, dove si è svolto il coordinamento nazionale di Nestlé Italia, più demoralizzati di quando sono partiti. “Purtroppo - spiega Luca Turcheria, durante questo appuntamento ci hanno confermato quello che sapevamo, ovvero che il settore è in calo e pur mantenendo quote di mercato il 2015 sarà ancora peggio di ciò che ci era stato annunciato. Ovvero - continua Turcheria - se in prima battuta si era parlato di 24.500 tonnellate annuali, durante il coordinamento milanese ci è stato detto che siamo scesi a 23mila, il minimo storico mai registrato”. Ma la preoccupazione e le paure dei sindacati non vengono tanto dai dati ma dalla mancanza di progettualità, di idee da mettere in campo per il rilancio di questa azienda. LEGGI Crisi Perugina, sindacati e lavoratori propongono il loro piano Ribadita l'idea di spostare su Perugia la produzione di caffé, per destagionalizzare le lavorazioni.Ma anche su questo fronte i sindacati hanno incassato la notizia che la Nestlé ha intenzione di investire in questo business ma non in Italia, bensì in Spagna dove è attivo un altro stabilimento. SERVIZIO COMPLETO SULL'EDIZIONE DI MARTEDI' 31 MARZO DEL CORRIERE DELL'UMBRIA