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Omicidio Meredith, la famiglia Kercher spera di chiudere il capitolo dei processi

Meredith Kercher

Alessandra Borghi
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Come non hanno presenziato all'udienza in Cassazione che ha portato al processo di appello bis a Firenze, così non saranno presenti mercoledì 25 marzo a Roma (la discussione inizia alle 10). “I familiari di Meredith sanno che davanti alla Suprema Corte si svolge un processo ad alto tecnicismo e quindi resteranno a Londra”, rende noto l'avvocato di parte civile Francesco Maresca. Probabilmente i Kercher si riuniranno per sapere insieme dell'esito dai loro legali. “Dopo più di sette anni speriamo di chiudere il capitolo dei processi”, ha detto Stephanie, la sorella di Mez, a Maresca.  Mez - il vezzeggiativo della studentessa inglese giunta a Perugia con il programma Erasmus e morta prima che potesse compiere 22 anni - è sepolta nel cimitero di Croydon, alla periferia sud di Londra. I legali della famiglia sono convinti – nelle parole dell'avvocato Serena Perna – che la sentenza di Firenze (quella che ha condannato a 28 anni e mezzo di reclusione Amanda Knox e a 25 anni Raffaele Sollecito) sia “una buona sentenza”, nel senso di “ben costruita”e quindi tale da reggere al giudizio della Cassazione alla luce dei ricorsi presentati dai coimputati. “Sperano nella conferma della pronuncia dei giudici di Firenze (che farebbe diventare definitive le pene, ndr) e nell'estradizione di Amanda”. Sanno, tuttavia, della possibilità di un annullamento con rinvio davanti a un nuovo giudice di merito. Ed è proprio questa la prospettiva che crea in loro una certa ansia. Non li impensierisce granché quello che nei media è diventato “il cambio di strategia di Sollecito, “sganciato” da Amanda, o le frequenti apparizioni televisive che hanno visto protagonista il giovane pugliese, deciso a riaffermare davanti al mondo la sua innocenza proprio a ridosso della decisione della Cassazione. “Era andata così anche prima dell'appello a Firenze e prima del precedente giudizio della Suprema Corte…. In realtà non vediamo da parte di Sollecito un vero cambio di strategia, o comunque, se c'è, non ci pare decisivo”, commenta Maresca.  SERVIZIO COMPLETO SULL'EDIZIONE DI MERCOLEDI' 25 MARZO DEL CORRIERE DELL'UMBRIA