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Omicidio Polizzi, il perito balistico in aula: colpo accidentale

Andrea Niccolini
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“Una pistola del genere, che definire in pessimo stato è poco, nessuna persona di buon senso se la porterebbe dietro per fare un omicidio. Un'arma da collezione, risalente alla guerra”. E poi, sul colpo mortale, “sarebbe stato esploso a contatto sulla pelle, con Alessandro Polizzi che si sarebbe sparato all'ascella destra col braccio destro nel corso di una colluttazione con lo stesso Riccardo Menenti”. Frasi che hanno il sapore del colpo di scena, quelle del consulente balistico forense, il noto dottor Martino Farneti (per anni presso la polizia criminale di Roma) al processo per l'omicidio di Alessandro Polizzi. LEGGI Nuova strategia della difesa La consulenza del dottor Farneti è la carta più importante giocata dagli avvocati della difesa nel corso del nuovo round del processo in corte d'assise a Riccardo e Valerio Menenti, accusati di essere il mandante e l'esecutore dell'omicidio di Alessandro Polizzi e del ferimento della sua fidanzata Julia Tosti. LEGGI Per il medico legale Alex era morto ma l'assassino continuava a colpire La partita si gioca tra l'omicidio preterintenzionale e volontario. E per questo il dottor Farneti ha cercato con l'aiuto della “scienza” a sposare ciò che ha sempre sostenuto il grande imputato, anche se con molto ritardo. “Vedete la mano destra del Polizzi? - ha aggiunto il perito - E' priva di sangue all'interno del palmo. La parte pulita testimonia che la vittima aveva in mano la pistola ed è per questo che quella specifica parte non presenta tracce”. Ma il controesame dei pubblici ministeri Antonella Duchini e Gemma Miliani ha avuto una forza dirompente: “Come è possibile che vi fossero macchie di sangue nel cuscino se Alessandro si trovava in piedi? Inoltre il medico legale che effettuò l'autopsia sul corpo del giovane riscontrò che quella dinamica era assolutamente da escludere, perché la spalla sinistra non presentava nessuna frattura”. Infine: “E non dimentichiamoci come qualsiasi versione si scontri con quella resa dalla testimone oculare Julia Tosi”.