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Il San Francesco inserito tra gli aeroporti di interesse nazionale

L'aeroporto San Francesco

Andrea Niccolini
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La Conferenza Stato-Regioni ha approvato giovedì 19 febbraio il Piano nazionale degli aeroporti. Per quanto riguarda l'Umbria, l'aeroporto San Francesco di Perugia è stato inserito nella lista degli scali considerati di interesse nazionale (assieme a Milano Linate, Bergamo, Brescia, Cuneo, Genova, Verona, Treviso, Trieste, Rimini, Parma, Ancona, Roma Ciampino, Pescara, Salerno, Brindisi, Taranto, Reggio Calabria, Crotone, Comiso, Trapani, Pantelleria, Lampedusa, Olbia, Alghero). L'inclusione nella lista è fatta a due condizioni: 1) la specializzazione dello scalo e una sua "riconoscibile vocazione funzionale al sistema all'interno del bacino di utenza"; 2) la dimostrazione, tramite un piano industriale corredato da un piano economico-finanziario, che l'aeroporto è in grado di raggiungere l'equilibrio economico-finanziario anche tendenziale e adeguati indici di solvibilità patrimoniale, almeno su un triennio. La mancanza di queste condizioni determinerà l'uscita dello scalo dall'elenco degli aeroporti di interesse nazionale. Il piano individua 10 bacini di  traffico omogeneo, determinati in base al criterio di una distanza massima di 2 ore di percorso in auto da un aeroporto di particolare rilevanza strategica: Nord-Ovest, Nord-Est, Centro-Nord, Centro Italia, Campania, Mediterraneo-Adriatico, Calabria, Sicilia Occidentale, Sicilia Orientale, Sardegna. In questi bacini sono stati individuati: 3 aeroporti strategici intercontinentali (Roma Fiumicino, Milano Malpensa, Venezia); 9 aeroporti strategici inseriti nella core network europea. Questi ultimi nove scali sono: Torino Caselle (a condizione che realizzi, in relazione alle interconnessioni ferroviarie AV/AC tra Torino e Milano, un sistema di alleanze con l'aeroporto intercontinentale di Milano Malpensa finalizzato a generare sinergie di sviluppo reciproco e dell'intero bacino del Nord Ovest), Bologna e Pisa/Firenze (a condizione che Pisa e Firenze realizzino la gestione unica), Napoli, Bari, Lamezia Terme, Palermo, Catania, Cagliari. All'interno di ciascun bacino vi sono gli scali di interesse nazionale, tra i quali Perugia. Ora, dopo il parere delle competenti commissioni parlamentari e la deliberazione definitiva del Consiglio dei ministri, il piano verrà sottoposto alla firma del presidente della Repubblica. "L'Italia, finalmente, non è più il paese dei 90 aeroporti, dove ognuno fa per sé, spesso generando perdite, sprechi e inefficienze" commenta il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi.