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Province, in bilico 1.350 dipendenti

Alessandro Antonini
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La prossima assemblea sindacale è per mercoledì 28 gennaio. Le “rsu” della Provincia di Perugia hanno disertato lunedì l'incontro operativo tra il presidente Nando Mismetti e l'assessore regionale Fabio Paparelli. Ormai è muro contro muro sul destino dei 1.350 dipendenti degli enti provinciali riformati. Le rsu “denunciano l'incertezza e la confusione che rende sempre più rischioso per i lavoratori e per i servizi il processo di riordino”. Ultima scintilla i 18 - sì, solo 18 - che dovranno rafforzare gli uffici giudiziari.  Nel mirino il Governo, sotto accusa anche sui bilanci delle province e sulle autorizzazioni per i tempi determinati negli enti pubblici. Poi si passa alla Regione dell'Umbria che “preadotta un disegno di legge regionale di riordino delle funzioni che genera ulteriore incertezza e confusione e soprattutto rimanda ad altri atti l'indicazione delle coperture economiche, i criteri e i numeri per l'individuazione del personale coinvolto”. Intanto però si definiscono gli enti che riceveranno gli stessi dipendenti. Alcuni devono essere ancora creati, come l'agenzia per il lavoro che dovrebbe contenere i 55 degli ex centri per l'impiego. Le Province potendo applicare la pre-Fornero nel biennio 2015-2016 dovrebbero mandare in pensione circa 120 unità. Poi c'è l'utilizzo della polizia provinciale, che dovrebbe essere suddivisa nei Comuni sopra i 15mila abitanti. La Regione si impegna a mettere a disposizione tutte le risorse finanziarie e assunzionali disponibili sia a favore dei dipendenti che delle funzioni da prendersi in carico aprendo le possibilità di mobilità anche verso le aziende sanitarie, agenzie e quanto disponibile. I Comuni che hanno vuoti in pianta organica dovranno inoltre avvalersi del personale in mobilità delle Province, bloccando tutti i concorsi pubblici. Sarebbero proprio la polizia provinciale e gli uffici del sociale a finire nei Comuni. I dipendenti dell'urbanistica andrebbero alla Regione. Anche la viabilità dovrebbe essere inglobata dalla Regione. Il presidente della Provincia di Terni Leopoldo di Girolamo e il consigliere provinciale Leonardo Grimani vedono nella 33esima assemblea generale congressuale dell'Upi in programma a Roma sempre mercoledì la sede per sciogliere i nodi sui rapporti tra leggi nazionali e regionali.