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Coronavirus in Umbria, la Regione consegna una relazione alla finanza sui sierologici

Francesca Marruco
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Dopo il servizio andato in onda nella trasmissione di Rai 3 Report sull'acquisto dei test sierologici dalla Vim di Città di Castello da parte della Regione Umbria le polemiche sono roventi. Ieri mattina, nel corso della seduta dell'assemblea legislativa, il consigliere regionale, Tommaso Bori, ha presentato una mozione con cui chiedeva di trattare immediatamente la questione, ma è stata bocciata da 12 consiglieri contro gli 8 a favore. Al termine della seduta abbandonata dall'opposizione, gli stessi consiglieri hanno annunciato che chiederanno un incontro al Prefetto perché “la giunta Tesei - scrivono in una nota - insieme alle forze di centrodestra, si ostina a violare le normali regole della democrazia e le leggi sulla trasparenza, ignorando da mesi le nostre istanze ed ogni richiesta di chiarezza sugli atti”. Nel corso della serata Palazzo Donini ha emesso una nota che recita: “In merito ad alcune ricostruzioni giornalistiche avvenute in questi giorni, circa l'acquisto dei cosiddetti test rapidi da parte della Regione Umbria, e in relazione alle polemiche espresse anche quest'oggi in Assemblea legislativa, l'Ente precisa che tali ricostruzioni risultano essere parziali e in molte parti distorsive della realtà dei fatti, dimostrabile, oggettivamente, grazie a documentazioni e carteggi”. Atti che, secondo la Regione proverebbero la correttezza dei passaggi che hanno portato all'acquisto dei test sierologici dal distributore umbro. “L'Amministrazione regionale - sta ancora scritto nella nota - attraverso i suoi rappresentanti, è disponibile sin da subito a partecipare alla riunione del Comitato per il controllo e la valutazione dell'Assemblea allo scopo di poter fornire una ricostruzione realistica e scevra da sensazionalismi e strumentalizzazioni politiche, così come l'Ente ha già provveduto a fare attraverso la consegna di dettagliata documentazione agli organi competenti che ne avevano fatta richiesta”. Ovvero alla guardia di finanza a cui la Procura della Corte dei Conti ha dato mandato di acquisire tutta la documentazione utile.