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Pretola e l'emozione del carnevale

Stefania Piccotti
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Ha dormito per un anno all'ombra della torre medievale di Pretola, sotto il selciato della piazza, nel suo sepolcro, in compagnia di una buona bottiglia di rosso. Il primo giorno di Carnevale però i pretolani gli hanno dato una sveglia fragorosa, disseppellendolo, come ormai avviene da tre anni. GUARDA le foto E' Carnevalino, il simbolo del Carnevale tipico un tempo dei borghi intorno a Perugia, protagonista di una tradizione ferma agli anni Cinquanta e recuperata dall'Associazione Ecomuseo del Fiume e della Torre di Pretola. Contribuiscono alla rievocazione anche l'Associazione per Pretola, la locale Società Filarmonica, ma pure commercianti e privati che offrono ristori durante la sfilata per le vie del paese. Ad attendere dopo il risveglio Canevalino, c'è il Bartoccio, maschera seicentesca perugina, recuperata nel 2012 dall'omonima Società, impersonato da Leandro Corbucci, che declama una bartocciata, breve componimento satirico che sbeffeggia i potenti di turno. Quasi trecento persone hanno infine partecipato nel CVA alla Majalata, cena a base di carne suina, movimentata dalla musica della Solo Band e conclusa coi canti della Nuova Brigata Pretolana, che ha eseguito l'inedito “Cosa mangiò la sposa”.