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Perugia, bandito ucciso a Ponte Felcino: chiesta archiviazione e carabinieri e vigilante

Francesca Marruco
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“Alla luce di quanto emerso la morte di Eduart Kozi non può essere imputata né individualmente, né in concorso o cooperazione ai tre indagati”, due carabinieri e una guardia giurata. Questa la conlcusione a cui giunge il pm, Mara Pucci, nel chiedere l'archiviazione per omicidio volontario. “Le risultanze dell'accertamento autoptico e balistico, integrate con la perizia fonica e con altre evidenze obiettive oltre che con le ricostruzioni soggettive offerte dagli stessi indagati - scrive- portano a concludere che la morte di Kozi sia solo un evento naturalisticamente cagionato da uno degli indagati, ma del tutto estraneo al fuoco della loro coscienza e volontà, ad essi non rimproverabile neppure a titolo di colpa”. Kozi Eduart venne trovato cadavere il 4 ottobre 2018 alla stazione di Ponte Felcino, i complici con cui aveva fatto un furto in una tabaccheria della frazione lo avevano lasciato li, a bordo di un'Audi. Poi emerse che Kozi era stato colpito nella sparatoria con carabinieri e un vigilantes. Gli indagati, difesi dagli avvocati Nicola Di Mario e Alessandro Vesi, si sono sempre proclamati innocenti. La famiglia di Kozi si è affidata all'avvocato Antonio Cozza, che farà opposizione all'archiviazione: “Non c'è nessun accanimento - dice - vogliono capire quanto è realmente accaduto”.