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Coronavirus a Perugia, polemiche sugli assembramenti per le Frecce Tricolori

Il sindaco di Perugia, Andrea Romizi, oggi in Corso Vannucci (foto Facebook)

Francesca Marruco
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Il colpo d'occhio ha fatto pensare a Umbria Jazz. Il centro storico di Perugia, dai giardini Carducci a piazza IV Novembre era un tappeto umano. Tutti col naso all'insù per guardare lo spettacolare passaggio delle Frecce Tricolori. L'attesa, il volo della Pan e poi i presenti, stimati in migliaia, hanno lasciato l'acropoli. E fatto posto alle polemiche, rimbalzate soprattutto via Whatsapp e via social tra i titolari dei bar del centro costretti a chiudere alle 21 il week-end a causa dell'ordinanza emessa dal sindaco dopo i fatti di venerdì scorso. “Questi allora non erano assembramenti?” il leit motiv di fondo. Che il pericolo calca fosse più che prevedibile lo sanno le forze dell'ordine che hanno disposto un servizio d'ordine imponente: polizia, carabinieri, polizia locale, vigili del fuoco. In tutto una quarantina di uomini. Ma la gente era veramente tanta e ad un certo punto, quando era impossibile ormai mantenere il distanziamento, tutti sono stati invitati ad indossare la mascherina. A chi non l'aveva è stata donata dalla polizia locale. A rispedire al mittente le polemiche è l'assessore Luca Merli: “Non hanno motivo di esistere. Dire che non c'era tanta gente sarebbe una stupidaggine. Ma io ho visto gente composta e distanziata e tutti con le mascherine. Le polemiche probabilmente vengono da chi non era presentee questo perché le foto non rendono bene la prospettiva”. Ma fuori e dentro i social, compresi i commenti sotto il post del sindaco, la polemica divampa.