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Coronavirus in Umbria, ecobonus, Ance: "Impossibile con i tempi previsti"

Francesca Marruco
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“I bonus contenuti in questo nuovo decreto legge sono di certo un' iniziativa assolutamente positiva e lodevole, ma non è possibile negare che ci siamo anche degli evidenti problemi che la caratterizzano”. A commentare le nuove possibilità di ecobonus e sismabonus che il governo mette a disposizione degli italiani è Walter Ceccarini, il direttore regionale di Ance Umbria. Il provvedimento adottato ieri prevede, in linea di massima, il 110% in credito d'imposta per lavori di efficientamento energetico o per intervento di consolidamento sismico. Per quanto riguarda l'efficienza energetica i lavori devono essere finalizzati a sueprare almeno due classi nella classificazione, il punto è vincolante. Il credito può essere ceduto all'azienda che fa i lavori o a un istituto di credito. Possono usufruirne condomini, proprietari singoli di immobili, enti pubblici o privati. Questo il quadro d'insieme. Walter Ceccarini però, prima di entrare nel merito delle questioni fiscali, mette l'accento su quella temporale: “Da quello che leggiamo, gli interventi realizzabili grazie a questo intervento, secondo la legge, dovranno essere terminati entro il dicembre 2021, ma questo vuole dire due cose: o che si potranno fare solo lavori di assoluta semplicità, oppure che non si inizieranno affatto dato che, chiunque sia del settore, comprende al volo come tempistiche simili, siano impossibili da rispettare. In molti casi a quella data, potremmo non avere neanche le autorizzazioni per intervenire”. Quanto alla questione fiscale, il direttore dell'Ance auspica una “monetizzazione più semplice rispetto a come è stata concepita per adesso”. Ceccarini porta esempi sia per il committente che per le imprese. A chi interessa avere credito di imposta per 60 mila euro? Certamente a qualcuno che ha “una capienza più che solida, o una visione molto rosea del futuro”. “Quanti privati normali potranno sfruttare questi crediti di imposta in cinque anni?”. Stesso discorso per le ditte edili: “Certamente per le imprese il discorso è un po' diverso che per un privato, ma anche in questo caso, quante tasse potrà mai pagare un'impresa per beneficiare davvero di questo bonus? Magari ognuna potrà fare un lavoro similee potrà essere utile per il credito d'imposta di altri lavori”. Quanto invece alla prevista possibilità che il credito d'imposta venga ceduto a una banca c'è molto scetticismo. Insomma, Ceccarini esprime molte perplessità, ma si riserva un giudizio più puntuale all'esito della lettura dei regolamenti attuativi e di tutti quei dettagli che, ad un primo sguardo, forse potrebbero sfuggire.