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Nel 2014 i nati all'ospedale di Perugia sono stati 1.989: le curiosità

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Andrea Niccolini
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Nel 2014 i nati all'ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia sono stati 1.989 con 1944 parti (rispettivamente -3,21% e -2,75% rispetto al 2013 ). I parti gemellari sono stati 43, nell'anno precedente erano stati 53. Le madri straniere sono state 502 (il 25,84 %, dato pressoché sovrapponibile a quello del 2013). L'unico continente non rappresentato è l'Oceania, le nazioni prevalenti sono la Romania, L'Albania, Moldavia e Marocco. “I dati qualificanti dell'anno appena trascorso – osserva il Responsabile della S.C. di Ostetricia e Ginecologia dottor Giorgio Epicoco - sono rappresentati dalle gravidanze ad alto rischio, che sono ormai circa il 40% dei parti del nostro ospedale. Oltre 150 donne in gravidanza sono arrivate alla nostra osservazione trasferite o inviate direttamente da ospedali di I livello, mentre Il reparto di Neonatalogia ha accolto 76 neonati di altri ospedali, 31 dei quali in Terapia Intensiva e 45 in Patologia Neonatale”. Il neonato più piccolo alla nascita pesava appena 460 grammi e da qualche giorno è stato trasferito dalla Terapia Intensiva a quella Sub-Intensiva, e i sanitari sono fiduciosi della possibilità di essere dimesso in breve tempo, dopo tre mesi di ricovero. Il neonato più precoce è venuto alla luce al compimento della 25 settimana (poco più di 5 mesi e mezzo) ;pesava 700 grammi e sarà a breve trasferito in Terapia Sub-Intensiva. “La partoanalgesia è una realtà a disposizione di tutte le donne che ne facciano semplicemente richiesta e circa un terzo dei parti naturali è avvenuto con questa procedura- aggiunge il dr. Epicoco - L'apertuta delle 'Stanze di Lucina', spazio nel quale il parto viene seguito esclusivamente da ostetriche, ed avviene con le stesse modalità con le quali avverrebbe al proprio domicilio, ma in totale sicurezza garantita dall'ambiente ospedaliero. 6 donne, dopo valutazione medica, hanno chiesto di partorire in questo modo e per 4 si è realizzato completamente il percorso mentre le altre due, per intercorse difficoltà, sono state trasferite nella zona Parto convenzionale, a dimostrazione del funzionamento del percorso anche in caso di insorgenza di patologie”. I tagli cesarei sono stati 659, il 33,88% del totale, con un'ulteriore riduzione di 2 punti percentuali rispetto all'anno precedente (35,9%), in particolare si sono ridotti i cesarei primari. Un altro dato, che dimostrano una maggiore attenzione alle richieste delle donne, sono rappresentati dai parti naturali in pazienti precedentemente sottoposte a taglio cesareo. Delle 64 donne che hanno chiesto il cosiddetto “travaglio di prova”, 44 hanno partorito naturalmente, circa il 70%. Nell'anno 2013 si erano verificati, in queste pazienti, solo 19 parti naturali in tutto. “Un aspetto che merita una particolare sottolineatura- osserva infine il Dr. Epicoco- è quello relativo alle gravidanze ad alto rischio emorragico: il protocollo attuativo multidisciplinare è stato attivato in circa 30 casi, con azzeramento della mortalità e della morbilità sia materna che neonatale”.