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Provincia: i dipendenti continuano la mobilitazione

Federico Sciurpa
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Quali stipendi saranno erogati ai dipendenti delle Province nel 2015? E per quanti di loro? Quali servizi saranno mantenuti e quali non si sarà più in grado di erogare ai cittadini? Tutto ciò non ha ancora risposta a due giorni dalla chiusura del 2014. Per questo la mobilitazione dei dipendenti della Provincia di Perugia non subirà stop neanche durante il Capodanno. Due linee di azione e di lotta sono quelle individuate dall'assemblea del personale della Provincia di Perugia. GUARDA le foto La prima volta a sensibilizzare l'opinione pubblica su un tema per molti aspetti sottovalutato nella portata devastante che avrà nei servizi e nell'andamento dei consumi. La seconda di mobilitazione costante e pressante nei confronti dei soggetti istituzionali chiamati a impedire che i dipendenti delle Province vengano discriminati rispetto ai colleghi del pubblico impiego e diventino il capro espiatorio di un processo di smantellamento dello Stato i cui effetti potrebbero nei giro di pochi anni comportare pesanti ricadute sul Paese. Martedì si terrà un presidio a Villa Umbra dove alle 10 si svolgerà un incontro tra Anci e Upi e alle 12 la prima riunione dell'Osservatorio regionale a cui prenderanno parte oltre che i Presidenti Mismetti e Di Girolamo, l'assessore regionale Paparelli e rappresentanti delle Prefetture di Perugia e Terni. “Dobbiamo avere certezze su funzioni, risorse e posti vacanti nelle piante organiche degli altri enti – hanno detto con decisione tutti gli intervenuti – anche degli uffici periferici dello Stato di cui al momento si ha soltanto una vaga idea”. “Una vertenza – è stato chiesto con forza - che deve vedere tutti uniti”. Critiche sono state rivolte alla classe politica sia nazionale che regionale paventando che le imminenti elezioni regionali possano condizionare una protesta che “deve trovare risposte prima delle elezioni stesse”. Soddisfazione è stata espressa per la notizia che per 52 precari della Provincia di Perugia (LEGGI l'articolo) impegnati nei centri per l'impiego è stato prorogato di un anno il contratto. “Ma – hanno sottolineato in vari interventi – questo non vuol dire abbassare la guardia. Perché entro questo anno occorre dare risposte per una tutela del lavoro più ampia e non bisogna dimenticare che ci sono altri quattro precari impegnati in altri settori che dal 1 gennaio rischiano di andare a casa”.