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Coronavirus a Perugia, i presidi si preparano alla maturità

Francesca Marruco
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Nell'anno della pandemia, la maturità entrerà nella storia. Il Covid19 ha stravolto tutte le certezze anche in ambito scolastico. E così, l'esame di maturità, stando alla bozza di decreto, si svolgerà il prossimo 17 giugno, colloquio orale, davanti a commissioni in cui solo il presidente sarà esterno. Ma nonostante ciò, le scuole dovranno essere riorganizzate da un punto di vista logistico, gli spazi revisionati e messi in sicurezza per accogliere gli studenti e gli insegnanti nel rispetto delle disposizioni ministeriali. “Gli spazi ci sono – afferma il dirigente scolastico dell'Itet Aldo Capitini e, in reggenza, del liceo scientifico Galeazzo Alessi, Silvio Improta - ma vanno gestiti. Anche questa mattina abbiamo fatto una rilevazione delle aule. Sceglieremo le più grandi, faremo gli investimenti necessari per la messa in sicurezza”. E proprio su questo punto, il dirigente si sente di tranquillizzare le famiglie: “Nessun genitore, finora, mi ha rappresentato dubbi, si fidano e non c'è da preoccuparsi. Noi garantiamo tutta la sicurezza del mondo”. Il dirigente Improta, in qualità di responsabile della sicurezza, tuttavia, chiede al governo qualche dettaglio in più: “Noi siamo pronti a fare la nostra parte, ma servono indicazioni più certe”. Intanto, in vista delle 4 commissioni che si costituiranno per l'orale, si pensa all'aula magna, alla palestra e ad altri grandi spazi per accogliere i 132 maturandi. “Faremo installare delle barriere protettive, abbiamo fondi specifici per questo e per la sanificazione dei luoghi. Abbiamo messo in conto di spendere sui 3mila euro. L'ingresso dei candidati sarà scaglionato. Non è semplice, ma forse per gli istituti superiori l'organizzazione delle cose è più gestibile. All'Istituto Alessi ci sarà qualche difficoltà in più rispetto al Capitini, ma per fortuna alcuni grandi spazi ci sono anche qui”. Discorso a parte per settembre: “Siamo in attesa di conoscere le modalità di svolgimento delle lezioni. E' evidente che ingressI ogni 15 minuti sono impensabili. E che le risorse interne non ci sono per ulteriori investimenti. Bisogna capire quante persone possono stare a scuola. Ma il problema maggiore sarà la connettività del nostro paese. Ci saranno100mila persone collegate ogni mattina on line. E poi, dovrà essere ridefinita la questione del trasporto pubblico, visto il distanziamento che dovrà permanere”. Anche per il dirigente scolastico del Giordano Bruno e della Bernardino Di Betto, Giuseppe Materia sono fondamentali i decreti ministeriali: “Abbiamo avuto, nei giorni scorsi, una riunione sindacale in cui abbiamo fissato alcune linee guida. All'orale ci saranno 5 ragazzi al giorno. Alla maturità avremo dodici classi, ogni due classi una commissione e per ogni commissione 7 persone. E' fattibile. Abbiamo fatto i sopralluoghi nella scuola, valutato i percorsi. Bisognerà avere i divisori in plexiglass, termoscanner e altro materiale. C'è qualche problema di approvvigionamento, ma ci stiamo organizzando”.