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Coronavirus, a Perugia ha riaperto il 74,4% delle attività

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Francesca Marruco
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Termoscanner per la temperatura, macherine sul volto, distanziamento nelle postazioni di lavoro, ingressi contingentati. E ancora, entrate diverse dalle uscite per evitare di fa incrociare le persone. Insomma, le imprese umbre si sono attrezzate al meglio per il rientro al lavoro in sicurezza. Sicurezza quanto mai fondamentale per evitare che il ritorno alla quasi normalità possa portare con sé un bagaglio di nuovi casi di positività. Anche perché le persone che da lunedì hanno ripreso a muoversi sono più di 183 mila persone. In provincia di Perugia ha ripreso l'attività il 74,4% delle imprese, ovvero 45.176 attività hanno ripreso la loro produzione. In particolare, secondo quanto comunica la Camera di Commercio di Perugia, il settore dell'agricoltura e della silvicoltura ha ripreso per interno con 12.774 aziende, idem quello delle attività manifatturiere con 6.018 imprese, la totalità delle aziende delle Costruzioni, 8.261 imprese.. Altri settori autorizzati per intero sono le attività immobiliari, 2.671 imprese, i servizi finanziari, 1.392, i trasporti e magazzinaggio, 1.560, le attività professionali, con 1.870 studi. Restano in lockdown 15.533 imprese, il 25,6% di tutte le imprese attive. Il commercio all'ingrosso e al dettaglio e i servizi di alloggio, alberghi, bar e ristorazione sono i settori più colpiti dal lockdown. Su 14.267 imprese commerciali all'ingrosso e al dettaglio della provincia di Perugia ne risultano autorizzate al 4 maggio 6.189, il 43,3% del totale; le altre 8.078 imprese, il 56,6%, sono ancora a saracinesche abbassate. Ancora completamente “chiuso” il comparto dei servizi di alloggio, alberghi, bar e ristorazione che di aziende ne conta 4.262. di queste 3.956, il 92,8%, non hanno ancora riaperto. Restano autorizzati all'attività 306 alberghi, peraltro chiusi, in diversi casi, per scelta volontaria degli imprenditori costretti al lavoro in un mercato questo sì in stallo totale. Bar e ristoranti, pizzerie e pasticcerie dal 4 maggio possono esercitare attività di asporto e consegna a domicilio. per la ripresa di una piena attività dovranno attendere il 18 maggio o il 1 giugno, salvo l'adozione di nuovi interventi in deroga o l'approvazione di un calendario più serrato sulle date dell'11, 18 e 25 maggio, cui sta lavorando la Regione dell'Umbria. Per tornare a lavorare, al momento, dovranno aspettare il 1 giugno le imprese dei servizi alla persona, parrucchieri, barbieri, estetiste: in provincia di Perugia sono in tutto 1.730.  In provincia di Terni dal 4 maggio sono in attività 22.783 imprese su 26.819 imprese attive (comprese le unità locali) pari all 84,9%. restano invece in lockdown 4.036 imprese, il 15% del sistema produttivo provinciale.