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Coronavirus in Umbria, riparte l'edilizia: 7 mila in cantiere

Francesca Marruco
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Sono circa 7 mila gli operai dei vari cantieri dell'Umbria che, da, ieri mattina, sono tornati a lavorare. Solo nel perugino sono circa 5 mila e, tra gli altri, proprio nel capoluogo, sono ripresi i lavori al Parco della Pescara e al Parco delle Foibe a Madonna Alta. In fase di allestimento per una ripartenza nei prossimi giorni il cantiere delle scale mobili del parcheggio Pellini e del teatro Morlacchi. Di edilizia che riparte abbiamo parlato con Walter Ceccarini, il direttore di Ance Umbria. Ed è lui a spiegare che “ripartono la maggior parte dei cantieri in Umbria seppur tra costi e oggettive difficoltà legate al momento storico”. Tra le altre cose, Ceccarini spiega che ora ci sono “oggettive difficoltà logistiche legate ad esempio al trasporto, al vitto e all'alloggio di operai che spesso e volentieri lavorano lontano dalla loro abitazione e hanno necessità di restare fuori. Con tutto chiuso come si fa? E, se prima si noleggivano pulmini da nove posti per spostare gli operai, ora quanti ne servono?. Il problena infatti - aggiunge Ceccarini - non è il costo della mascherina, ma sono queste spese vive. Senza contare che, ovviamente, con tutte le misure di sicurezza che ovviamente vanno comunque adottate, la produttività rallenta. Il distanziamento implica un rallentamento”. Ma è pur sempre una ripartenza.