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Coronavirus, un pizzaiolo: "Lo Stato ci schiaccia e mi negano il prestito"

Francesca Marruco
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“Perché ho messo questa scritta? Perché sono disperato, lo Stato ci sta schiacciando invece di aiutarci. Era un grido di aiuto, uno sfogo”. Cristian Covarelli, il titolare della pizzeria “Lo Spuntino del Ghiottone” a Perugia non sa proprio come andare avanti. A lui, proprietario di un'attività che fino a prima dell'emergenza viaggiava con incassi utili a sopravvivere, lo Stato ha concesso 600 euro e la promessa di un finanziamento di 25 mila euro. Che però è rimasta una promessa. La sua banca infatti glielo ha negato: “Mi hanno detto che ho una vecchia insolvenza al 31 dicembre del 2019 e per questo me lo hanno rifiutato” spiega. “Ma io adesso non so come fare. Con quei soldi pensavo di pagare i fornitori e provare ad andare un po' avanti, ma senza niente non so proprio come sarà possibile. La mia è un'attività a condizione familiare, non abbiamo altre entrare. ma senza aiuti, non so se riuscirò a riaprire con le tante spese che comunque abbiamo e che si stanno accumulando. E poi, se anche decidessi di farlo, a chi venderei qualcosa? Io di solito lavoravo con i dipendenti statali e parastatali, con gli studenti nel corso dell'anno, e poi, in estate con i turisti e a luglio moltissimo con Umbria Jazz. Per cui adesso a chi dovrei vendere che in giro non c'è più nessuno, lavorano tutti da casa, le scuole sono chiuse e non ci sarà turismo”. Christian Covarelli spera di poter accedere a qualche altro tipo di aiuto, magari regionale. “Sto aspettando i bandi, ma intanto non vedo nulla di buono”.