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Coronavirus, alla Città della Domenica tutto fermo: "Fateci ripartire"

Città della Domenica: la famiglia Guidi che ha in gestione il parco (Foto Giancarlo Belfiore)

Gli animali stanno bene e continuano ad essere accuditi, ma gli introiti sono azzerati

Sergio Casagrande
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di Sergio Casagrande La parte più importante della stagione, con i Ponti di primavera azzerati, è ormai compromessa. Ma alla Città della Domenica, il primo parco divertimenti della storia d'Italia che, su un'area di oltre 40 ettari, ospita anche molte specie di animali allo stato brado e un rettilario con la più vasta esposizione di serpenti velenosi nel nostro Paese, non si getta la spugna. Anche con il personale ridotto all'osso si continua a fare manutenzione e, soprattutto, si accudiscono gli animali che costituiscono il patrimonio vivente della struttura. In tempi normali la Città della Domenica dà lavoro - direttamente e indirettamente - a un centinaio di persone. Alcune sono stabili, altre stagionali. Oggi quasi tutti sono in cassa integrazione o stanno smaltendo le ferie arretrate. E al lavoro restano un paio di dipendenti e la famiglia Guidi che gestisce il parco, il rettilario e l'annesso ristorante “La City”, tutto di proprietà di Mariella Spagnoli, erede dell'imprenditore Mario Spagnoli, figlio di Luisa, che nel 1960 trasformò i terreni di famiglia del monte Pulito in un parco per il tempo libero delle famiglie. Quello che sarebbe dovuto diventare la città ideale di Spagnolia. Alessandro Guidi è il direttore della Città della Domenica: “La situazione è molto difficile. Perché con gli ingressi serrati non abbiamo più ricavi. E, anche senza più introiti, dobbiamo comunque continuare a garantire il mantenimento degli animali. Fortunatamente questi stanno tutti bene; non corrono alcun rischio perché li accudiamo quotidianamente e non abbiamo difficoltà di approvvigionamenti. I veterinari, poi, sono tutti a disposizione in caso di necessità. Ma non sappiamo quanto ancora potremo continuare in questa situazione”. “Qui - osserva - abbiamo grandi spazi, sia interni che ed esterni. Per cui, adeguarsi alle nuove misure di sicurezza sanitaria per noi sarà facile: ma dobbiamo poter riaprire al più presto. E abbiamo anche bisogno del sostegno dello Stato. La nostra attività, come tutto il turismo, per sopravvivere e riprendersi non può essere lasciata sola”. Al parco della Città della Domenica, lo scorso anno, si erano superate le 100 mila presenze. E ogni Primavera si registravano arrivi di 10 mila bambini. Cinquemila i biglietti che solitamente venivano staccati solo a Pasqua. “E proprio Pasqua, con Pasquetta, il 25 aprile e il Primo maggio - sottolinea Carlo Guidi, padre di Alessandro, che cura principalmente il rettilario, il ristorante e alcuni percorsi didattici - sono le date in cui si lavorava di più. E quelle in cui si registravano i maggiori accessi grazie soprattutto alle gite scolastiche”. “Quest'anno, per gli studenti - aggiunge - avevamo anche la novità di un percorso didattico dedicato all'evoluzione degli esseri viventi. Partendo dalle prime forme di vita sul pianeta, si può passare ad osservare le tracce dei dinosauri, fino ad arrivare all'uomo. Proprio qui, ora, è esposto un esemplare fossile di un uovo gigante, l'uovo più grande del mondo: 32 centimetri di altezza. E in tutta Italia se ne può vedere soltanto un altro, al Polo universitario di Bologna”. “Negli ultimi mesi - continua Carlo Guidi - stavamo andando molto bene. Anche con il ristorante. Poi tutto si è improvvisamente fermato. Il ristorante continua a garantire la consegna di pizze a domicilio. Ma non basta per sopravvivere. Quello che non capisco è perché si permette di andare al supermercato e non si consente di venire qui a mangiare una pizza, seduti al tavolo, mantenendo comunque le distanze e osservando tutte le norme di sicurezza. Dobbiamo avere il via libera al più presto o non si ridecolla più. Speriamo che la nostra presidente di Regione abbia a cuore e comprenda questa necessità, che è la necessità di tutti gli imprenditori umbri, siano essi ristoratori o operatori del turismo”. “Confidiamo molto - aggiunge il figlio Alessandro - negli eventi dei prossimi giorni e nei nostri amministratori. Siamo già in contatto con Comune e Regione per poter fare sinergia con tutte le attività turistiche e ricettive e per costruire un volano comune. Da soli, d'altronde, non ce la possiamo fare. E anche lo Stato deve fare la sua parte: gli imprenditori hanno bisogno di aiuti immediati e consistenti”. Twitter: @essecia