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Coronavirus, l'infettivologa di Perugia: "Test rapidi privatamente? Molto grave"

Francesca Marruco
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  La professoressa Daniela Francisci, direttore della struttura complessa di malattie infettive di Perugia, nonché direttore della scuola di specializzazione in Malattie infettive e tropicali esprime un giudizio totalmente negativo sull'ipotesi, al momento sospesa, dell'avvio di test immunologici in centri privati a pagamento a Perugia: “L'utilizzo dei test non ancora validati eseguiti al di fuori di ogni contesto clinico-epidemiologico, considerando che ci possono essere falsi negativi e falsi positivi, mi sembra molto molto grave. In più facendo pagare una cifra molto alta. Il mio giudizio è francamente negativo”. La professoressa, parla anche a tutto campo dei test immunologici. Parliamo di test rapidi, secondo lei sono o saranno in futuro utilizzabili come test tanto quanto il tampone? “Il tampone nasofaringeo cerca direttamente il virus (acido nucleico del virus) è il gold standard della diagnostica di questa infezione. Il test sierologico rapido cerca di anticorpi, non sostituisce il tampone, ma può aiutare a formulare un ipotesi diagnostica in casi dubbi, sempre associato all'anamnesi epidemiologica, alla clinica ed eventualmente al dato sierologico. Usato da solo in questa fase può generare confusione”. Come sta andando la sperimentazione in Umbria? E come procederà? “In una prima fase si cerca di fare tampone e test rapido insieme per arrivare ad una validazione del test sierologico che al momento manca. Successivamente si procederà già nei prossimi giorni a testare con la strategia dei cerchi concentrici, operatori sanitari, residenti in comunità e successivamente anche altri soggetti con dsituazioni che verranno stabilite dai vertici della sanità regionale”.