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Coronavirus in Umbria, la finanza denuncia a Perugia 33 persone

Francesca Marruco
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Ha detto che doveva portare la spesa a casa della sorella impossibilitata ad uscire. Ma lo scontrino che aveva in macchina era stato battuto sei ore prima, e la sorella non abiatava nemmeno nella zona in cui si trovava. E' per questo che un perugino è stato denunciato per inosservanza dei decreti dell'Autorità. Questa è solo una delle storie che riguardano le 33 persone denunciate dalla Guardia di finanza di Perugia negli ultimi giorni per aver violato le disposizioni normative imposte dal DPCM con cui il governo ha dato una stretta decisa sulla mobilità dei cittadini per impedire il dilagare del contagio. Gli uomini delle compagnie territorali delle fiamme gialle, guidati dal Gruppo al comando del tenente colonnello, Massimiliano Scudieri, sono ogni giorno in strada anche con sei pattuglie contemporaneamente per vigilare affinché cittadini non violino i divieti imposti. Negli ultimi giorni quindi sono state 33 le persone segnalate, mentre due sono le attività per cui è stata proposta la sospensione della licenza al Prefetto. In particolare, secondo quanto emerso, si tratta di un Afromarket nella zona di Fontivegge e di un negozio di giocattoli nel capoluogo regionale. Entrambi sono stati trovati aperti nonostante il divieto.