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Coronavirus in Umbria, le discoteche chiudono dopo il decreto

Francesca Marruco
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Discoteche, bar, palestre, teatri, cinema, locali pubblici in genere. Tutti costretti a correre ai ripari dopo la pubblicazione del DPCM contenente le raccomandazioni per evitare il contagio del Covid-19. A partire dall'ormai celeberrimo “metro di distanza” da mantenere con le altre persone. Come si può appplicare la direttiva ai ragazzi in un locale notturno? Non si può. E per questo, moltissimi locali dell'Umbria hanno deciso di chiudere fino al 3 aprile. Data individuata, al momento, come ultimo giorno per le nuove norme in vigore. A Perugia quindi abbassano le serrande l'Urban, l'Afterlife, il Cantiere 21 e il Vanilla. La stessa decisione è stata adottata anche dal Serendipity di Foligno dal Don Carlos, l'Opificio e il Fedora Disco Cinema di Terni. Intanto, da ieri mattina, la Siae nelle richieste di permessi per le serate ha inserito la clausola riguardante proprio il rispetto delle distanze minime di cui il gestore dovrebbe assumersi la responsabilità. Il danno economico, per i locali coinvolti e per tutto l'indotto che generano è incalcolabile.