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San Bevignate, dossier sul tavolo del ministero

Ale. Ant.
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Il caso San Bevignate sta per finire sulla scrivania di Dario Franceschini. La Regione dell'Umbria ha preparato un dossier da inviare al ministero dei Beni culturali sul cantiere dell'ostello dell'Adisu davanti alla storica chiesa dei templari. L'incartamento, che verrà spedito entro la fine del mese, è suddiviso in capitoli. Dopo una breve cronistoria dei fatti, vengono formulati quesiti in ordine alle posizioni prese dalla soprintendenza, e all'attuale fase di stallo. Ad oggi manca un pronunciamento sull'opportunità o meno che vengano portati avanti i lavori. Nel fascicolo viene posto indirettamente un interrogativo: se questo “temporeggiare” sia a favore o meno della tutela del bene culturale. Un attacco diretto agli uffici umbri dell'ente che fa capo direttamente al ministero di cui sopra. Ad oggi non esiste atto formale trasmesso a Adisu (l'Agenzia regionale del diritto allo studio universitario) - titolare della concessione - né per conoscenza alla Regione per bloccare il procedimento. Regione e Adisu che, in presenza di un altro sito individuato dalle istituzioni competenti, si dicono aperti ad una discussione con i soggetti preposti (Comune e Università) per spostare la struttura. Il nodo da sbrogliare è più che mai avviluppato. E ognuno degli enti coinvolti scarica il barile sull'altro. Ad oggi nessuno si prende la “responsabilità” di fermare l'iter già avviato. Di mezzo ci sarebbero penali da pagare per sei milioni di euro. La soluzione è un provvedimento che blocchi l'edificabilità dell'area: una variante al Prg, la sospensione dell'edificabilità o interruzione dei lavori a mezzo ordinanza. Il Comune per fare questo chiede che si pronunci la soprintendenza. Soprintendenza che dalla sua ha evidenziato come Adisu avrebbe “ecceduto” nei tempi predisposti nell'avviare il cantiere. Adisu ha controdedotto, chiedendo un pronunciamento definitivo alla stessa soprintendenza per far riprendere i lavori. Dall'ufficio della Di Bene (soprintendenza architettonica) si sarebbe girata la palla a Scoppola (direzione regionale). La risposta alla fine non è arrivata. Vale come silenzio assenso? Da qui la richiesta di chiarimenti da parte della Regione direttamente al ministero.