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'Ndrangheta, arrestati figlio e nipote del boss: lavoravano in cantieri in provincia di Perugia

alessandra Borghi
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Era arrivato da poco nella provincia di Perugia il nipote di Domenico Laurendi, il “capo pericolosissimo” dell'omonima cosca di Sant'Eufemia d'Aspromonte. Assieme a lui, per lavorare in una ditta che stava mettendo la fibra ottica, era arrivato qui anche un altro parente del boss, il figlio Rocco Laurendi. Entrambi, insieme a Giuseppe Carmine Napoli, alias “Ppizza”, sono stati arrestati il 25 febbraio, con l'accusa di associazione mafiosa di stampo ‘ndranghetista. Tutti e tre i calabresi lavoravano in un cantiere tra Piegaro e Panicale per una ditta che aveva subappaltato i lavori di istallazione della fibra ottica lungo la statale. I poliziotti perugini si sono mossi per localizzare i tre calabresi su input della Procura di Reggio Calabria nell'ambito dell'indagine “Eyphemos” che ha portato all'emissione di 65 ordinanze di custodia cautelare contro la cosca Alvaro di Sant'Eufemia d'Aspromonte e Sinopoli (Reggio Calabria). Servizio completo nell'edizione del 26 febbraio 2020 del Corriere dell'Umbria